* . . . Il Sole Sul Cavalletto . . . *

 

 

« Io entro in una stanza, vedo un uomo seduto sopra una seggiola, dal soffitto vedo pendere una gabbia con dentro un canarino, sul muro scorgo dei quadri, in una biblioteca dei libri, tutto ciò non mi colpisce, non mi stupisce, poiché la collana dei ricordi che si allacciano l’uno all’altro mi spiega la logica di ciò che vedo; ma ammettiamo che per un momento e per cause inspiegabili e indipendenti dalla mia volontà si spezzi il filo di tale collana, chissà come vedrei l’uomo seduto, la gabbia, i quadri, la biblioteca; chissà allora quale stupore, quale terrore, e forse anche quale dolcezza e quale consolazione proverei io mirando quella scena.

La scena però non sarebbe cambiata, sono io che la vedrei sott’un altro angolo.

Eccoci all’aspetto metafisico delle cose.


Deducendo si può concludere che ogni cosa abbia due aspetti: uno corrente, quello che vediamo quasi sempre e che vedono gli uomini in generale, l’altro lo spettrale o metafisico che non possono vedere che rari individui in momenti di chiaroveggenza e di astrazione metafisica, così come certi corpi occultati da materia impenetrabile ai raggi solari non possono apparire che sotto la potenza di luci artificiali quali sarebbero i raggi X, per esempio.
»

[Giorgio De Chirico – dalla rivista “Valori Plastici” aprile-maggio 1919]

9.-Sole-sul-cavalletto-1973-Inv.-31