*… Sorridi Che La Vita (Se Le Gira) Ti Sorride …*

Quando si dice che anche una giornata apparentemente insignificante riesce a regalare piccole soddisfazioni qualche volta.
Cose di non troppa importanza che però appena riesci a fermarti un secondo, ci ripensi e sai che non appena metterai la testa sul cuscino ti verrà da sorridere, giusto pochi secondi, prima che la tua mente,  mentre si appresta a chiudere baracca, se ne va rimbalzando tra un pensiero e un altro come una di quelle biglie di gomma che se lanci senza troppo riguardo va sbattendo da muro a muro fino ad incastrarsi da qualche parte dietro ad un mobile, sempre che non la perdi di vista e sbuffi, perchè ti tocca cercarla dapertutto.

Ieri ancora non ho capito bene com’è che è toccato a me fare il taxi per andare a recuperare mezza famiglia in giro per la città vittima di scioperi dell’ultimo minuto. Non che mi sia dispiaciuto troppo, perchè poche cose mi piacciono come guidare, però ho trascorso praticamente la giornata in auto tra traffico, statali, motorini che a poterlo fare ti passerebbero anche sulla testa e attese più o meno lunghe senza poter fare molto altro che tirar fuori un libro (che a furia di aprirlo solo di notte lo finirò nel duemilaemai) e ascoltare qualche canzone alla radio. Senza parlare del fatto che come “special guest” di fianco a me avevo mio padre. Una di quelle rarissime volte che posso guidare io e non lui. Ahh. Fa sempre un po’ preferisco-ripetere-l’-esame-di-scuola-guida. Roba che magari sulla rampa d’accesso lui qualche volta dimentica di mettere la freccia. Tu no. Tu non puoi dimenticarlo. Sta lì pronto che ti ripiglia. Per non parlare dello stai al centro corsia, non t’azzeccare a quello davanti e allegerisci il piede. Hai la patente da 5 anni e a tratti ti senti un’idiota. Però poi lo stupisci. Il parcheggio da manuale. Ti concentri nemmeno che la tua vita stia dipendendo da quello. E sai che quando ti ci metti non sbagli di un millimetro.
Abbozzi un sorrisetto da carogna e lui ti fa “Però, complimenti!”. Esci dall’auto trionfante. Con un padre, tu figlia, certe cose te le devi guadagnare, non c’è niente da fare. E so’ soddisfazioni.

La seconda della giornata, invece sta su tutt’altro piano. Ed è idiota. Davvero idiota. Ogni tanto mi vengono idee strampalate, stupide, che hanno un loro perchè magari e trovano pure realizzazione, come oggi, ma solo perchè il mondo ogni tanto decide di assecondarmi e darmela vinta.
Qualche tempo fa mi chiesi se esistessero al mondo altri uomini che hanno il taglio d’occhi come quello di Antonio Banderas. Si perchè io sono una di quelle che pensano che lui sia sexy anche accarezzando un plum-cake. Anche se è passato da Angelina Jolie a Rosita. Non uomini che gli assomiglino o altro. Il taglio d’occhi, lo sguardo. Lo so, avete appena portato una mano alla fronte  (il famoso facepalm) e state ridendo. Però è vero. Mi è sempre sembrato troppo particolare, occhi profondi, scuri, uno sguardo sia duro, deciso che dolce, all’occasione. Mi ripromisi di farci caso, guardandomi in giro, hai visto mai. Era un po’ che non mi veniva in mente questa cosa. E poi ho scoperto che Zorro in realtà lavora al Servizio Clienti dell’Auchan a pochi km da qui. Ieri sera mi stava prendendo un colpo. Ero andata già qualche giorno prima per passare la mia scheda Tim a Vodafone approfittando di una di quelle mega-offerte scontatissime. Ovviamente mi sbagliarono il numero di telefono e la scheda non si attivava mai. Così sono tornata e dopo un paio di tentativi falliti ai box informazione sbagliati, approdai al box giusto.

-Buonasera!- dissi, tentando di attirare l’attenzione di qualcuno.

E arrivò Zorro. Camicia bianca, pantaloni neri, capelli neri tirati indietro con il gel (ma chi li porta più così?!), braccio destro poggiato sul bancone, busto a tre quarti. La mia espressione era indecifrabile.

-Buonasera signorina, dica pure-.

Pffft. Pffffft. Stai seria stai seria staaaai seria. Non scoppiargli a ridere in faccia. Resisti.

-Salve, ho un problema con l’attivazione della scheda Vodafone, però un attimo che ho lasciato delle persone fuori al negozio, vado a chiamarle-.

-Si, si, però poi torni qui che vediamo-.

E certo che torno, se me lo dici così dove vuoi che me ne vada?

Tornai prendendo dalla borsa la sim incriminata.

-Allora, mi dica pure-.

Lo guardai. Non potevo crederci. Era esattamente quel taglio d’occhi. L’aria meno intelligente. Però era quello. Avevo davanti una folle idea fatta persona.

Si dunque, h-ho passato la sim Vodafone a Tim… oh, no, no… Tim a Vodafone. O no? La Wind non c’entra di sicuro….Aaa machissene…!

-Dunque, in pratica è stato sbagliato il numero della Tim da passare in Vodafone, perchè non risulta alcun passaggio-

Senti Don Diego, smettila di guardarmi così. Lo so che non hai capito niente, ma non mi freghi sbattendo le ciglia…

-Aspetti un momento che chiamo la collega-

…come volevasi dimostrare, addio mio eroe.

Alla fine mi son dovuta pure tenere il numero che dicevano loro. Però metti la soddisfazione di aver avuto quel paio d’occhi dritti dritti davanti ai tuoi!

La terza invece è piuttosto una piccola grande conquista. Al ritorno dall’Aushan deviazione in pizzeria. Il pizzaiolo di fiducia di famiglia è davvero un personaggio. Lavora bene, ma guai a rivolgergli la parola. Non risponde e se lo fa è a grugniti, se va bene, altrimenti è un leggero cenno con la testa. All’inizio si pensava fosse muto, invece una sera lo sentii parlare con un altro signore in maniera anche abbastanza agitata. Peccato che non riuscii a capire nemmeno una parola. Parlavano in una lingua incomprensibile, non era nè italiano (figuriamoci) nè dialetto stretto. E so che non è nemmeno straniero. Boh. Il problema è che spesso nemmeno coglie l’ordinazione e tu stai li a ripetere nel minor numero di parole possibili com’è che vuoi la pizza, soprattutto se a metro e alla tua famiglia vengono in mente i gusti più strani. Perso l’attimo, è finita. Ieri invece ci sono riuscita. Il cenno con la testa è arrivato subito, seguito però da una smorfia. Mi sa che il metro metà margherita bianca e metà ortolana al pomodoro doveva essergli sembrato un abominio. E infatti ha messo pomodoro ad entrambe le parti.
A quanto pare non si può ottenere sempre proprio tutto tutto, però in cambio qualche volta torni a casa, stanca, ma con un sorriso e una storia buffa, da ricordare…

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13 pensieri su “*… Sorridi Che La Vita (Se Le Gira) Ti Sorride …*

  1. Vero!!, che di insignificante in queste nostre giornate c’è proprio poco, se solo ci fermassimo più spesso… che poi conosco sia i padri puntigliosi, sia il piacere di guidare, sia soprattutto l’orgoglio spicciolo di un parcheggio perfetto… gli occhi di Banderas invece son tutti tuoi 🙂

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    • No nemmeno io, infatti, e si sta tirando addosso battutaccie di tutti i tipi, nemmeno a dire “questo passa il convento” perchè secondo me sta guadagnando un sacco, si vede proprio che il ruolo lo ispira! E a noi non dispiace più di tanto 😛

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