*… Paura Del Buio …*

Qualche volta ancora lo faccio. Mi sposto da un punto all’altro della casa, quando è buio, accendendo tutte le luci che mi capitano a tiro, spegnendo di volta in volta quelle che mi lascio dietro. Fa tanto effetto discoteca, e fa tanto anche matta, eh. Magari la cosa più sensata sarebbe accenderne solo una e orientarmi con quella anche nelle stanze più buie. Invece no. Quando mi va, giro direttamente al buio, cercando di non sbattere contro porte e muri. Cercando di prevederne le posizioni un po’ come farebbe un pipistrello. Procedendo sicura, sicura di farmi un livido, si intende.

Come a dire che, o hai paura del buio o non ce l’hai. Non c’è una via di mezzo.

E non è detto che una volta deciso, se avere paura o no, la decisione vale per sempre. Certe volte non vorresti altro che il buio intorno e tiri la coperta su fino ai capelli, altre ti metti a cantare sottovoce passeggiando fino alla metro, di sera, uscendo dall’università, salvo zittirti all’improvviso al semaforo pedonale, dove c’è qualcuno che aspetta con te di attraversare. Certe volte prendi la mano di una bambina e le dimostri che effettivamente nella sua camera non ci sono lupi nascosti negli angoli bui, altre invece giureresti di sentirti osservata mentre porti fuori la spazzatura e l’unico lampione spento della strada è sempre quello fuori casa tua.

Riflettevo su queste cose negli ultimi giorni. Sulla paura del buio. Sulla mia personalissima paura del buio.

Il buio nella mente. Il buio nei giorni. Paura che, mentre ti rechi a svolgere le tue faccende, camminando per strada, tutto intorno diventi vuoto e meccanico. Che una coperta grigia si posi su tutto. Sui palazzi, le auto, gli alberi, sulle nuvole, sul sole, su di te e sulla tua volontà, sui tuoi pensieri e speranze, sulle tue intenzioni, su ciò che sai e peggio ancora, su ciò che non sai. Paura che tutto diventi ingestibile, che ne sfugga il senso. Paura che la testa si ficchi in qualche abisso e non riesca a tornare indietro. Paura di rimanere intrappolata, di diventare prigioniera di se stessa.

Inutile dirsi non avere paura. O c’è o non c’è. Aspetti che quel giorno passi, trattenendo un po’ il respiro. Aspetti che quella coperta si dissolva così come è apparsa. Al massimo capita che, volgendo lo sguardo a terra, scorgi una fiammella abbandonata da un fuoco più grande passato poco prima di te, di accoglierla tra le mani e portarla via. La proteggi dal vento e dall’effetto disastroso della coltre grigia. Non ci soffi sopra per farla diventare più grande. La porti a casa. La lasci sul comodino a riprendersi dalla brutta giornata, le chiedi se ha bisogno di qualcosa per rimettersi in sesto, che può prendersi tutto il tempo che vuole. Tu sarai lì a custodirla. Sarai lì a decidere che domani no, non sarà di nuovo così. Che domani avrà la sua possibilità, mentre la guardi splendere un po’ di più. Tutto sta a te e a darle fiducia. Sai che domani, dannazione, tu e lei potrete essere imbattibili insieme.

Sai che domani porterai a casa un livido, piuttosto. Perchè o hai paura o non ce l’hai. Non c’è una via di mezzo. E senza, non c’è buio che tenga.

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13 pensieri su “*… Paura Del Buio …*

  1. L’ambiguità di qualcosa che ti fa paura, paura e fascino irresistibile insieme, intrecciati in maniera misteriosa… e totale: luce totale, o buio totale. Mai vie di mezzo.
    E poi l’altro buio (o lo stesso?), quello della mente, la paura del buio di una malattia… o la paura delle proprie paure…
    Commento, al solito, senza capo né coda… sai cos’è, dev’essere che hai la rara capacità di entrare in comunicazione con la parte destra del mio cervello. Forse è questo che m’intriga nel tuo blog.
    Really Damn Things… 😉

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  2. bel post,
    la fobia del buio è molto diffusa e, a dirla tutta, nessuno è ancora riuscito a capire con certezza dove nasca e come si curi, molto probabilmente è una atavica avversione nei confronti del mistero ma ciò non autorizza a parlare di insicurezze. Avere una moderata paura del buio aiuta a non essere incoscienti.

    TADS

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