ComeDiari #2 “F” Di Fine. “F” Di Forse.

Quando si prende una decisione con la testa e non con il cuore, è probabile che sia razionale e forse anche giusta. Se è giusta, ogni cosa torna al proprio posto. Allora ti sembra di vederle, le vite di due persone rientrare nei binari dai quali erano fuoriuscite per un po’, ogni pezzo che va al suo posto, tutti indaffarati a far funzionare giornate, attività, relazioni così come erano sempre esistite, prima. Nessuno ti spiega però dei tuoi sentimenti cosa diavolo ne devi fare. Li metti in stand-by, li chiudi in un cassetto o in una poesia, provi a scriverne, a lasciarli liberi di correre su fogli bianchi ogni volta che ne hanno voglia e poi nascondi quelle frasi in milioni di scuse a cui tutti crederanno sempre, che in fondo non gliene frega niente. Li intrattieni con qualcosa di diverso ogni giorno, come se fossero bambini troppo entusiasti. Si resta innamorati ai due capi estremi di una scelta, incapaci di raggiungersi, perché quella filtra e taglia qualunque tentativo di sfiorarsi ancora, censurando pensieri e labbra. E poi mi manchi e non posso farci niente, perché manchi apposta. Allora mi sento sparire anch’io.
E’ vero che siamo strani. Abbiamo dei mondi dentro che non abbiamo mai visitato. Siamo migliori di quel che crediamo, poi ci teniamo al sicuro in un cassetto come tovaglie da grandi occasioni, quasi per evitare di consumarci troppo. Capita che arriva qualcuno, da un giorno all’altro, che ci tira fuori da quel cassetto. Opponiamo pure resistenza, si strani è dir poco. Andiamo a guardarci allo specchio. E’ così in fondo che si fa quando si ha una vita nuova addosso. Ci piacciamo, tantissimo. Andiamo in giro fieri di sentirci finalmente noi stessi. Sorridiamo e le persone, cavolo accade un fatto proprio strano, ci sorridono di rimando. Magari gli viene in mente di dare un’occhiata nel propri cassetti, hai visto mai. Sei ancora la persona che avevo sempre sperato di incontrare, anche quando un po’ alla volta mi metti via.
E adesso? Adesso non so neanch’io cosa sto facendo. Forse sto cercando un modo di lasciar cadere una di quelle estremità, che l’altra è così lontana che non so proprio se è ancora nelle mani di qualcuno o no. Forse provo ad aggirare tutta questa distanza e invece mi trovo davanti un abisso, come altri che ho già visto. Forse sei meno lontano, o stringi già altre mani.
Forse è una fine, o forse no. Scrivo come se potessi leggermi, mentre invece mi osservo, tra le righe, che parlano di te.

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52 pensieri su “ComeDiari #2 “F” Di Fine. “F” Di Forse.

  1. E se la tua fosse solo un’immagine creata nella tua testa, qualcosa che vorresti fosse e che invece non è? Forse per capirlo devi aspettare/trovare quella persona che ti tiri fuori dal cassetto e ti sfoggi come fin ora non è successo

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  2. Io penso sempre che spiegare la vita con la testa o ancor peggio spiegarci la nostra di vita con la ragione sia qualcosa di molto complicato perchè la vita non è scienza, non è algebra, non è matematica…

    non esiste stima, non esiste soluzione, non esiste unicità..

    il più comune dei problemi è che non siamo in grado di interpretare il tempo perchè il tempo determina, ci determina l’esistenza ma infondo il tempo è un invenzione della nostra mente… che il nostro cuore non riconosce…

    se riuscissimo un pò di più a distogliere i concetti base del tempo allora molto del nostro modo di pensare potrebbe cambiare, specialmente sugli affetti e sulle relazioni… anche provarci ogni tanto può rivelarsi un “gioco” mentale interessante…

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    • Il cuore non riconosce il tempo e nemmeno lo spazio, gli errori e le scelte… Niente di niente. Quando c’è questo di mezzo ci si può dare tutte le spiegazioni di questo mondo, cercherà sempre ciò che lo fa star bene e nient’altro…
      Se ci si da’ margine per “provare” allora si, può essere interessante sconvolgere gli schemi. Ma se intorno non ci sono altro che muri, disinteresse e allontanamento allora è tutto inutile…

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      • Anche io Erik, ma non si può prendere a testate quel muro per sempre o continuare a mandare bigliettini tra le sue fessure rispettandone la presenza, che è un po ‘ capire un modo di essere, un non voler cambiare ciò che è l’altro.. c’è un limite, anche l’altro dovrebbe capire te e se non lo fa è perché non vuole, qualsiasi siano le motivazioni, punto, nonostante ci si voglia bene…

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      • forse ci stiamo esprimendo da due angolazioni diverse.. io intendevo che faccio difficoltà ad accettare che ci siano mura.. che le persone costruiscano mura e che una volta costruite le mantengono… mura che non hanno senso d’estere perchè la vita stessa in ogni attimo potrebbe distruggerle…

        tu da quello che ho capito (se ho capito.. 🙂 ) invece ti esprimi dal punto di vista di chi non ha costruito queste mura ma ci sbatte contro cercando di abbatterle o superarle..

        se ho capito bene, il punto focale a mio avviso è quello che hai citato “se non lo fa è perchè non vuole” e quindi inevitabilmente si prendono altre strade…

        se invece non ho capito bene.. ho sprecato parole inutili.. 🙂

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      • Si hai capito il punto di vista, non che io non abbia mai costruito muri in vita mia, certe volte è inevitabile… ed è difficile da accettare perfino se li costruisci tu. Ti chiedi ma davvero l’ho fatto? Davvero non avevo alternative?
        Poi tutto sta a cosa ti rispondi alla terza domanda: davvero non posso farci più niente? Mi sento come se fossi incapace di darmi (e aspettare) una risposta a questa qui…

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      • Ti porto il mio punto di vista che non vuol essere un consiglio o nulla di simile ma solo appunto un punto di vista da cui ricavare il ricavabile e buttare il resto, senza problemi ne pensieri di sorta…..

        io credo che chiedersi davvero l’ho fatto o davvero non avevo alternative sia piuttosto superfluo perchè visualizzare le alternative oggi di una scelta di ieri, quindi osservare il passato dal presente lascia il tempo che trova non tanto perchè non si modifica il passato (e qui potremmo anche discuterne) ma perchè l’evoluzione muta inevitabilmente la nostra ottica.. e anche la ricerca di alternative è aleatoria… secondo me l’unica domanda che ha veramente senso farsi e quella che ci si fa al momento della scelta, ed eventualmente riproporsela al momento dell’analisi dal futuro… “in quel momento ho fatto ciò che mi sembrava più giusto fare?” la risposta dovrebbe essere sempre o quasi positiva e in questo senso la valutazione degli errori assume altro contorno… diventa secondo me più oggettiva e meno irrazionale..

        alla terza domanda per come la vedo io esiste sempre e solo un unica risposta…

        si può sempre far qualcosa… perchè il passato spesso non è che ciò che noi ricordiamo di esso e come lo ricordiamo… possiamo trasformarlo in futuro, possiamo valutarlo nel presente oppure possiamo considerarlo passato.. e molto probabilmente ancora mille altre forme che al momento non conosco….

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      • Mi piacciono i punti di vista, servono a riflettere e poi condividere cose che gira gira restano sempre e solo nella mia testa…
        Sono d’accordo con te che con il senno di poi non si ragiona… che è facile così. Io dico sempre che se ho fatto (o no) una cosa in un determinato momento è perché così mi passava per la testa di fare, qualsiasi cosa ne penso adesso è un’impressione di questo momento, e non di quello.
        Si può sempre fare qualcosa, si… ma dipende, in certi casi basta solo la tua di iniziativa, in altri la tua e quella di qualcun altro. Forse devo prender atto per l’ennesima volta che ci sono strade che finiscono per dividersi e basta

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      • mi dico esattamente le stesse cose… e ti confesso che mi faccio anche le tue stesse domande spesso… riesco ad esser (toh guarda chissà perchè) molto più lucido a parlare della vita degli altri 😉

        …o magari che in quel momento devono dividersi…

        siamo sempre fissati sulle scelte definitive e spesso ci dimentichiamo che di definitivo non c’è nulla, nemmeno la morte per quel che ne sappiamo…

        ma sopratutto che non è sempre un segno di coerenza fare una scelta e rispettarla categoricamente… a volte è anche ostinazione e presunzione.. perchè siamo essere in movimento con vite in evoluzione.. ci preoccupiamo troppo di cose che non possiamo comandare e spesso di dimentichiamo semplicemente di viverle…

        la cosa curiosa? che è sempre così facile dirlo o scriverlo…. 🙂

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      • Io sono abbastanza fissata sulle scelte definitive… vorrei che fosse sempre tutto chiaro e forse devo arrendermi anche di fronte a questo…
        Ah.,.. ehm, la canzone, si 🙂 Prometto te ne parlerò, che mi facesti venire il dubbio se l’avevo davvero superata la questione o meno…!

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      • beh, già un passo avanti… dal fingere di non ricordare o cambiare discorso (relativamente alla canzone)…

        sulle scelte definitive, lo sono stato pure io per diversi anni (avevo come colonna sonora delle mie imprese da supereroedellacoerenza una canzone dei nomadi che mi ricordava ogni giorno appunto l’importanza di essere fisso sulle scelte definitive, il titolo “la coerenza” appunto..

        poi un giorno mi trovai a pensare se aveva veramente senso essere così categorici… se in nome di questa coerenza fosse giusto non rivalutare o non rifare i pensieri comprendendo con essi la possibilità di doverli rivalutare…

        e da quel momento ho un pò cambiato il mio modo di vivere la vita…

        non voglio dire certo che vivo in modo più giusto o che ora sono meglio di prima, non ho mai provato a paragonarmi in questi termini…

        quello che posso dire, per quel che serve, e che ora mi sento in equilibrio con me stesso… ma se ne avessi parlato allora probabilmente avrei detto la stessa cosa..

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      • Ovviamente laddove c’è possibilità di cambiare in meglio rivalutando e mettendosi in discussione è bello saperla cogliere… in generale, non solo riguardo i rapporti con le persone.
        Guarda che non ho mai finto di non ricordare né altro, si trattava del fatto che non era la canzone a determinare il senso del post e quindi non era importante in sé

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      • ma quando si stabilisce o si può stabilire con certezza se il cambiamento è o sarà in meglio??!?!

        sulla canzone, in tutta sincerità non preoccuparti, la stavo mitizzando un pò.. così per giocarci su.. solo perchè avevi detto che non l’avresti svelata.. un pò una sorta di gioco “mentale” o di “sfida” ma in totale serenità e ironia….
        se ti ho scritto che fingevi di non ricordare era solo per “stuzzicarti” e appunto per giocarci su…

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      • Se c’è un cambiamento vuol dire che qualcosa non va, se qualcosa non va vuol dire che si cerca di indirizzarsi verso una situazione migliore, mica si va a star peggio? Può anche accadere, ma è difficile che sia così fin dalle intenzioni

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      • non sono pienamente d’accordo, non è detto che un cambiamento debba esser assolutamente mosso da qualcosa che non va… o almeno non lo vedo così tassativo…

        io penso che il cambiamento possa derivare anche dalla curiosità, dal desiderio di conoscere ed esplorare, dalla consapevolezza di aver raggiunto una fase anche positiva ma magari ferma e dal desiderio di andar oltre, e non è detto che debba esser sempre per forza negativo…

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      • non mi convinci.. probabilmente io escludo gli affetti più cari e tu li comprendi in queste affermazioni.. o forse semplicemente non la vediamo dalla stessa angolazione… 🙂

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      • Visto che:
        1. non sia detto mi tiri indietro davanti una promessa
        2. vai vedendo la canzone è pure a tema (quando si dice le coincidenze)
        3. in fondo ma molto in fondo l’ho quasi apprezzata e questo significa che ho superato l’orrore nei suoi confronti

        Ecco u.u

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      • brava che mantieni le promesse… non la conosco, stasera a casa l’ascolto con attenzione… che tu abbia superato l’orrore non posso esserne certo, però posso fidarmi di ciò che dici…

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      • premessa: non ho un grande rapporto con Baglioni, mi innamorai perdutamente di una sua canzone e le sensazioni che vissi al suo ascolto hanno fatto si che per me Baglioni sia quella canzone..

        ho ascoltato prima e letto il testo poi di questa… bella tosta…

        le sensazioni che sono scaturite al mio primo ascolto sono quelle di una prigionia…

        una strada il destino di una vita segnato, non modificabile, una vita che scorre mossa da una forza maggiore senza svincoli, senza curve, senza altre prospettive…

        una sorta di cuore o sentimento imprigionato…

        questo mi ha trasmesso… poi non so, domani rileggo il testo e vediamo cosa cambia….

        mi capita spesso che cambia tutto… però devo dire testo e atmosfera musicale molto interessanti…

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      • Beh si la sensazione è quella… prigionia, abbandono.. poi mettici le sonorità un po’ medioevali..
        I testi di Baglioni spesso sono complicati e nel tempo ho trovato che alcuni passaggi di questo qui sono profondi e significativi, li ho apprezzati. In fondo parla anche di una grande forza interiore, un uomo che cerca se stesso..

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      • Certe strade non si percorrono affidandosi a qualcuno altrimenti sarai sempre incompleto e incapace di star solo.
        D’altra parte non puoi neanche abbandonare chi ami, se lo/la ami davvero vuoi la sua presenza, che magari non deve interferire con la tua ricerca interiore.

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      • concordo però allo stesso tempo penso che esistano casi di persone che sono incomplete o incapaci di star soli proprio perchè hanno sempre percorso strade affidandosi ad altri.. fino a che punto può esser considerata una colpa?? boh, credo dipenda dai casi….

        sulla parte inerente all’amore… anche qui non sono assolutista… io penso che in alcune circostanze anche chi ha amato davvero ha potuto abbandonare l’amato o ha rinunciato alla sua presenza.. e c’è anche la variabile dell’amore che si riceve dall’amato/a… per il fatto di interferire la cosa più difficile è far combaciare il concetto di interferenza dell’amato e dell’amante…non è detto che combacino sempre in senso assoluto.. è molto complesso parlarne universalmente.. secondo me ovviamente…

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      • Beh io credo in quel punto di vista, ma non è detto che qualcuno abbia colpe anzi…
        Riguardo l’amore penso che parlandone, a volerlo davvero, una soluzione si trova. Se non c’è comunicazione ognuno va per fatti propri.. esistono circostanze che si possono superare per amore, ma sono cambiamenti che devono esser voluti fortemente. In poche parole non credo agli amori impossibili, sono tutte stupidaggini, a meno di situazioni davvero difficili, se gli ostacoli siamo noi stessi ..

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      • anch’io penso non sia giusto parlare di colpe anche se spesso sento che molti le attribuiscono…

        sull’amore sono assolutamente in accordo…

        io invece credo agli amori impossibili, però andrebbe prima definito cosa ognuno di noi intenda per impossibili..

        anche perchè io non riconosco nell’amore il solo e unico rapporto classico che da luogo alla famiglia o ai suoi derivati moderni… di conseguenza tutto ciò che non rientra in questi canoni è definibile (a mio avviso si intende) amore impossibile, come l’amore univoco, quello non ricambiato ma sopratutto l’unico che io identifico come vero… quello incondizionato..

        però questo è solo il mio concetto applicato al mio pensiero.. 🙂

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      • (torno un passo indietro) ho riletto ora il testo della canzone… e oggi leggendo solo il testo come immaginavo ho avuto un altra sensazione… una sensazione di egoismo e di possibile paraculaggine… nel senso che oggi mi sembrava come la descrizione di una scelta di vita, ma per due persone… per il protagonista e anche per la sua amata…

        il sospetto di paraculaggggine (probabilmente è molto influenzato) è dato dal fatto che in qualche modo lasciare parole d’amore in un addio è a volte un tentativo di mantenere una porta aperta o una scarpa su due piedi…

        devo essere un pò squilibrato all’interno del mio cervello credo… 🙂 ))

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      • Qualsiasi siano le sensazioni sono per il rispettare le persone, le scelte e il loro vissuto.. è amore pure questo. Alla fine sono i fatti ad essere determinanti (andar via) di meno le parole.
        Grazie della chiacchierata Erik (:

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      • senti, ma tu… non avevo promesso di parlarmi di una canzone?!?!? o sbaglio persona 😉 [solo per farti capire che non dimentico… ne demordo…] 😉

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  3. mi ci ritrovo nei tuoi pensieri… al capo di un filo rosso che chissa’ se qualcuno tiene ancora all’altro capo dell’universo… e sei brava… perche’ sorridi… ed e’ una grande prova di forza e di carattere… molto piu’ brava di me…
    mauro

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  4. bel post, tu sei giovane vero???

    prova a vederla in questo modo, il mondo per girare ha bisogno di razionalità, di programmi, di percorsi elaborati ben pianificati. I sentimenti, il cuore, sono una sorta di ricreazione, parentesi ludiche irrazionali che se vissute bene hanno il potere di rigenerare energie e far da colonna sonora. Ovviamente come tutte le “attività” che liberano la spontaneità, hanno una componente rischio, come dire, quando ci si fa male giocando non si hanno coperture assicurative.

    “abbiamo dei mondi dentro che non abbiamo mai visitato”, sai bene come la penso se hai letto il mio pensiero sulla ignoranza emotiva, credo sia proprio qui l’unico punto di incontro tra la razionalità dovuta e l’irrazionalità voluta, conoscersi, conoscere bene i propri stati d’animo, capire le proprie sensazioni/emozioni. Questa è la copertura assicurativa mancante.

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    • Giovane è relativo, però, beh si, immagino vada ancora bene 😀
      Si ricordo il tuo post, io dissi che tutto si riconduce a riconoscere una responsabilità verso noi stessi riguardo ciò che si prova e il come. Reagisco così a causa mia e non tua.. questo è vero e credo sia l’unico modo per salvarsi.
      Il rischio però è connesso anche alla razionalità, come componente aleatoria che tiene conto dell’imprevedibile, del poco probabile e in quella “falla” del pensiero razionale si inseriscono gli stati d’animo… e la mancanza è una delle cose più difficili da gestire.

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