Mai Abbastanza

Per questo mondo odierno, semplice, comodo, di facile contentatura, tu hai troppe pretese, troppa fame, ed esso ti rigetta. Perché hai una dimensione in più. Chi vuol vivere oggi e godere la vita non deve essere come te o come me. Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria.”

[Il lupo della steppa, Hermann Hesse]

Ho sempre trovato che ‘abbastanza’ fosse una parola decisamente strana. Riporta alla mente un concetto di quantità, ma indefinita. Abbastanza è …  abbastanza. Sufficiente, quanto basta per. Indica una quantità indeterminata, si, ma definisce comunque una specie di confine, di soglia al di sotto della quale non si può andare. Un po’ meno di abbastanza è ‘poco’.

Poco significa che bisogna ancora lavorarci su. Impegnarsi e far si che diventi abbastanza per rallentare, tirare un sospiro, fermarsi o comunque continuare ma con calma, che in abbastanza si può star comodi e allargare i gomiti per definire un nuovo spazio personale e sgranchirsi le gambe e le spalle facendo un po’ di stretching sul posto.

Un po’ più di abbastanza è … Non lo so cos’è, o meglio, può essere un mucchio di cose. L’umanità potrebbe essere divisa e classificata sulla base di cosa per ognuno di noi significa aver detto o fatto più di abbastanza. Sul serio. C’è chi si ferma perché ha già fatto abbastanza e si mette lì comodo a guardare gli altri affaccendarsi per fare di più, ottenere altro, qualcosa che sia meglio. Meglio può fermarsi in ‘giusto’. Cosa lo sia poi, chissà. Meglio è anche ‘ciò che merito’. In seri casi di megalomania meglio può arrivare ad essere ‘tutto’. Tutto comprende pure ciò che non serve o è di qualcun’altro, ma tutto è ancora più comodo di abbastanza, tutto è forza, potere. Autorità acquisita di decidere addirittura cosa può essere abbastanza per gli altri. Tutto è la perfezione, il gradino più alto da cui si deride quel vecchio abbastanza, proprio di chi si è arreso senza riempirsi le tasche di qualunque cosa gli passasse affianco.

A me sembra che ormai l’idea di abbastanza adesso, anche per colpa loro, sia in crisi. Non è mai abbastanza.

Non si lavora abbastanza per ricevere una degna pensione. Non si ha l’ultimo smartphone per essere abbastanza al passo con i tempi, non si è abbastanza social per tenersi sempre al corrente di tutto ciò che accade a chiunque, non si colgono mai abbastanza opportunità, non si hanno abbastanza esperienze per avere un curriculum figo o abbastanza contatti in LinkedIn, abbastanza mi piace su Instagram, non si è abbastanza come studente se non vai in Erasmus e non si sfrutta abbastanza la propria laurea se non si cerca lavoro all’estero, non si festeggia il 25 aprile perché l’Italia intera, così com’è, non è abbastanza affidabile come la Germania o efficiente come la Finlandia, l’economia non è abbastanza per le banche europee di conseguenza lo Stato non è abbastanza perché possiamo esserne fieri e sentirci protetti. Se non si girano abbastanza locali si è asociali e se nemmeno la testa gira abbastanza i problemi non schizzano mai via. Non si è mai abbastanza per gli altri perché non tiriamo dal cappello mai il coniglio giusto che risolverà tutti i loro problemi.

Mai abbastanza è un dito puntato contro il nostro tempo e le possibilità che abbiamo per impiegarlo al meglio e sentirci soddisfatti di noi stessi. Infatti io credo sia questo il punto: dobbiamo esser noi a decidere cosa significa ‘abbastanza’. E’ assurdo pensare che il mondo sia un filtro e che noi dobbiamo avere certi requisiti per passarci attraverso. Semmai è il contrario.

Esiste un diritto alla leggerezza? Qualcuno ne ha mai sentito parlare? C’è da qualche parte scritto che perdere tempo e fissare il vuoto è assolutamente necessario per decidere quale strada prendere, che bisogna salire ogni tanto su un treno senza destinazione così per il gusto di farlo o staccare internet e godersi un po’ di beato isolamento, amare senza per forza sentire di non meritarlo e lasciar perdere e far scivolare via tutto, tutto quanto, tutto ciò di cui non ci frega un bel niente ed è pesante tanto da tenerci bloccati sempre e irrimediabilmente con i piedi per terra.

Mega Post ‘Giocoso’: Liebster Award 2015 E Leggi e Vivi Tag Di 25 Domande Sui Libri

Pensavo fossero due giochi diversi anche se si parla sempre di libri, poi ho letto meglio e mi sono accorta che in effetti non lo sono e avevo fatto confusione! Creo un unico post per rispondere a tutto comunque, visto che l’argomento è lo stesso e mi piace 🙂

Dunque, andando per ordine …

Grazie a Chiara di A zonzo fra le pagine per la nomina al Liebster Award 2015 🙂 Procedo a rispondere alle domande poste da lei:

1) Avete l’abitudine di leggere più volte un romanzo? Se si quale romanzo è stato oggetto di questa psicosi?

Abitudine no… Però mi è capitato con la saga di Harry Potter, follia allo stato puro, ho riletto 3 volte i primi due, due volte il terzo e il quarto, poi mi fermai lì causa altri impegni, ma il desiderio di riprendere la ri-lettura c’è ancora anche se è passato tanto tempo… Per quei libri ho un amore incondizionato!

2) Dovete regalare un libro sapendo che colui o colei che lo riceverà ama il genere drammatico, qual è la vostra scelta?

Mmm… Non saprei. Cercherei un thriller, però al momento, anche se è un giallo, mi viene in mente 10 Piccoli indiani di Agatha Christie che è pazzesco dal punto di vista della suspense e per il finale quello si privo di lieto fine!

3) Leggi perchè…..?

C’è un altro modo per vivere qualche ora in un mondo diverso da questo? 🙂

4) Come appuntate i brani dei libri che più vi piacciono?

Da qualche tempo ho preso a mettere orecchiette alle pagine che li contengono, promettendomi di tornarci e ricopiarli, ma spesso però torno solo a rileggerli quando mi ronzano in testa.

5) Kindle mania? Lo avete? Se si, avete registrato un aumento del numero di letture?

Ho l’app Kindle di Amazon, che è stata necessaria per qualche e-book …  Non la adoro comunque, anzi preferisco i libri di carta sempre xD

6) Programmazione dei post: quanto è importante per un blogger?

E’ importante se si vuole tenere un certo ritmo, indispensabile… Allo stesso tempo toglie spontaneità e visto che non sono un giornale non programmo niente, al massimo prendo nota mentalmente dell’ultima volta che ho scritto e di quando vorrei farlo di nuovo … e poi capita di scrivere due post in un giorno o tre in due mesi 😀

7) Quale particolare ti affascina più delle librerie?

Mi piacciono le persone che vagano in religioso silenzio e rispetto degli altri. Quasi non accade più nemmeno nei luoghi sacri… L’atteggiamento di riverenza nei confronti di scaffali e libri fa si che ognuno possa sentirsi a proprio agio qualunque sia il genere che preferisce ed è bello secondo me.

8) Avete a disposizione un coupon di 50 euro: per quali romanzi opteresti?

Ho una wishlist proprio sul desktop del pc…! Ovviamente poi vengo presa da qualcos’altro e quella resta lì ad ingigantirsi. Penso che se avessi un coupon del genere prenderei tutti i libri di Richard Bach che mi mancano comunque 😀

9) Quale libro consiglieresti al tuo peggior nemico?

Qualcuno dei miei libri preferiti ovviamente 😀

10) Hai 2 minuti per convincere una persona che leggere è vita. Cosa le diresti?

Le direi che potrebbe lasciarsi incuriosire da un genere o da un titolo, farsi un giro in una libreria e immaginare che qualcuno di quei libri potrebbe avere risposte ad alcune delle domande che la tormentano. Potrebbe avere un colpo di fulmine con qualcuno di loro così come potrebbe non accadere proprio niente. Le direi di darsi l’opportunità di scoprire un mondo in cui ognuno di noi può trovare una propria dimensione, personalissima, soltanto.

REGOLE DEL GIOCO:

Ringraziare il blog che ti ha nominato.

· Rispondere alle 10 domande.

· Nominare altri 10 blog.

· Porre 10 domande.

· Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Perdonatemi se ne scelgo solo 5 perché ho delle nomine da fare anche per l’altro gioco e giro le stesse domande alle quali ho risposto io… Ecco i blog, spero vi faccia piacere partecipare sempre così per divertirci a conoscerci meglio 🙂

crisnelpaesedeilibri

antoniodileta

elenagozzer

ilperdilibri

lazonafrank

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Il secondo gioco a cui sono stata invitata a partecipare è Leggi e Vivi Tag di 25 domande sui libri creato da raccontidalpassato e ringrazio Erik di Occhi al futuro per avermi nominata 🙂 Ecco le domande:

1) Come scegli i libri da leggere?

Di solito hanno un’attinenza con un mio stato d’animo o qualcosa che mi ronza in testa. In genere comunque mi guida la curiosità o certe volte dei veri e propri colpi di fulmine!

2) Dove compri i libri: in libreria o online?

Principalmente in libreria, online se quel libro lì non è presente.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

No, mi capita di acquistarne anche mentre ne sto leggendo un altro. Se me ne capita tra le mani uno che cercavo non me lo lascio scappare!

4) Di solito quando leggi?

La sera prima di andare a dormire, o al massimo di pomeriggio se ho del tempo libero. Non mi piace leggere di mattina, ho questa fissa quasi da sempre!

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

No, se voglio quel libro non importa quante pagine abbia… nel caso ci metto solo più tempo a finirlo xD

6) Genere preferito?

Non ne ho uno in particolare, un tempo avrei detto i gialli, ma adesso romanzi più in genere.

7) Hai un autore preferito?

Si, ed è Richard Bach *_*

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

I libri mi hanno incuriosita e affascinata da sempre, per quel che ricordo, anche se non sono una lettrice assidua come vorrei comunque…

9) Presti i libri?

Eeeehm. Nota dolente! Sono gelosissima dei miei libri, li presto se so che quella persona ne avrà cura come farei io xD

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Assolutamente uno per volta. Non riesco proprio a lasciare le cose in sospeso…

11) I tuoi amici/famigliari leggono?

Si, i familiari meno, i miei amici sicuramente.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Non penso di poter fare una media… alcuni libri sono rimasti sulla mia scrivania per mesi, altri solo pochi giorni… dipende da un milione di variabili!

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Ehm, si. Solo che sono un po’ cecata e spesso lascio perdere per non sembrare fissata!

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Tra quelli che ho letto e conosco senza dubbio il Gabbiano Jonathan Livingston di Bach. Lui ha salvato la vita a me, non potrei non ricambiare.

15) Perché ti piace leggere?

Domanda simile a quella dell’altro gioco… Semplicemente non c’è altro modo per vivere esperienze e avventure che mai e poi mai potrebbero capitare nella realtà. Inoltre quando si legge ci si trasferisce temporaneamente altrove e quando si torna, come da ogni viaggio, casa propria sembra un posto diverso, più stimolante, con altre opportunità e si vive guardando le cose con occhi nuovi.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Si anche in prestito. E’ stato sempre un modo per fare scoperte interessanti visto che di mio quel libro per milioni di motivi non lo avrei mai preso. Inoltre una volta letto e restituito devo comprarlo… Non riesco a non avere libri che ho letto xD

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Ebbene… questa è una grave macchia nella mia carriera da lettrice. Non ho mai finito Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Anzi, lo cominciai appena e lo abbandonai perché non riuscivo a concentrarmici su. Era più forte di me. Per mia difesa forse posso dire che ero troppo piccola per una lettura del genere, però ho intenzione di riprenderlo!

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

No anzi è raro che trovi una copertina che mi piaccia, nonostante adoro il libro. Infatti quando da piccola ebbi in regalo il primo libro di Harry Potter lo lasciai sullo scaffale per settimane prima di iniziarlo. La copertina davvero non mi ispirava xD

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Nessuna, però grazie al mondo di wordpress ho avuto la possibilità di conoscere qualche casa editrice indipendente, di quelle fuori dai grandi marchi ma valide e professionali e con titoli interessanti.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Si, specie se si tratta di un viaggio lungo. E’ bello sapere di avere con sé sempre quella porticina che ti fa fuggire dal mondo per un po’.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

La saga di Harry Potter decisamente…

22) Come scegli un libro da regalare?

Beh prima di tutto deve essere un libro che ho già letto. Secondo cerco di capire se è nelle corde della persona a cui vorrei regalarlo, se potrebbe apprezzarlo e ha qualche attinenza con lei.. Un libro è il regalo più bello che si possa fare, ma si tratta anche di una scelta delicata perché è un po’ come regalare anche un pezzetto di se stessi all’altro.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Si è ordinata per autori preferiti. Ho intenzione però di cambiare, non so ancora come 🙂

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Le leggo anche se non le adoro. Interrompono la lettura, ma delle volte sono necessarie per capire cosa si sta leggendo.

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Una volta le leggevo, così per andare in ordine, ma mi sono resa conto che mi annoiavano troppo e non vedevo mai l’ora di iniziare il libro vero e proprio… Adesso le salto alla grande, ci torno quando finisco di leggere il libro di cui ho già un’idea personale.

 

Eccoci alle regole, che sono praticamente le stesse:

-nomina almeno 5 blog a cui fare le domande
-cita sempre il blog che ha creato il tag
– ringraziare con un articolo il blog che ti ha taggato
– avvisare i blog che hai taggato

lo stesso vale per i blog che nomino qui, sarebbe divertente conoscervi meglio partecipando al gioco, se vi fa piacere 🙂

laurarosa3892

raffaelepetrillo

lasteledirosetta

zzzorro

lucia250

 

 

“… Potessimo Trovare Altri Sinonimi Del Bene.”

Un po’ di anni fa il mio professore di Geometria dell’università, mentre alcuni ragazzi ed io eravamo a ricevimento da lui nel suo ufficio per dei chiarimenti sui suoi esercizi, non ricordo bene perché, si riferì a noi come a delle meteore. In quanto tali avevamo incrociato le nostre scie e questo era il motivo per cui eravamo lì. Finito il corso, fatto l’esame, ognuno avrebbe continuato a viaggiare per conto proprio e quella breve magia sarebbe finita, la scia sparita al consumarsi dei piccoli frammenti di roccia ardenti.

Mi torna in mente quel momento ogni volta che mi capita di perdere qualcuno. Perdere nel senso che va via. Via, nel senso che non può o non gli interessa più far parte della mia vita.

L’idea che i rapporti tra le persone possano essere così labili mi spaventa. Faccio fatica a sopportarla. Eppure così come la similitudine delle meteore voleva far capire, le cose hanno una fine. I cerchi si chiudono e mettersi tra le due estremità provando ad impedir loro di congiungersi è soltanto un inutile sforzo. Una fatica immane e improduttiva e si rischia anzi di farsi molto male. Non c’è più nulla da dirsi e si interrompe per sempre quel flusso di pensieri e sentimenti che pur senza parole continuava a scorrere libero dall’una all’altra persona.

Mi è capitato di osservare diversi e bizzarri spettacoli di luce ultimamente. Alcune meteore fanno brevi virate per tornare su quella appena lasciata, bruciacchiandosi pure, altre continuano sistematicamente a mancarsi incrociando le rispettive scie su livelli sfalsati, altre ancora compiono percorsi che nel tempo diventano più simili ad orbite ellittiche poiché per anni non fanno che continuare a girare sempre intorno la stessa persona, aspettando di giungere al perigeo per depositare lì un po’ di nostalgia, prima di allontanarsi di nuovo. Ci sono meteore che si inseguono e non sempre si capisce se quella in testa stia scappando, alcune invece si danno il cambio alla guida, mentre una delle due riposa lasciandosi trascinare dalla scia dell’altra. Le più belle di tutte viaggiano in parallelo, indipendenti eppure abbastanza vicine da condividere il percorso e correggersi le traiettorie a vicenda quando serve, ben consapevoli che non esiste alcun epico traguardo chiamato per sempre, che pure mette timore, almeno quanto un incompreso mai più.

Il punto è che a me questa storia delle meteore mette solo tanta tristezza, così come le finte promesse e gli addii.

Voglio solo restare qui, in silenzio, a tracciare risposte con le dita sporche di cenere e capire come si fa a soffiarle via.

L’amore non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto

L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli

L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste… ma esistiamo io e te

e la nostra ribellione alla statistica
un’abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te

L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
l’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te

Gioco – La Musica Del (Più o Meno) Buonumore

Grazie ad Erik che mi ha nominata per questo tag musicale ideato da Gloria (ghbmemories.wordpress.com), a cui ho deciso di partecipare perché in effetti mi sono resa conto che non ho mai parlato di musica così in generale ed è solo in questi giorni che mi ci sto riavvicinando, dopo un lungo periodo durante il quale avevo abbandonato le cuffiette del mio mp3.

Dunque, il gioco consiste nello scegliere 5 brani che rappresentino emozioni e stati d’animo positivi e spiegare le motivazioni di tali scelte.

Facendo un po’ mente locale ho notato che tutto ciò che so sulla musica è legato non solo ad emozioni e periodi della mia vita, ma anche a delle persone. Sono pochi gli artisti e i brani che ho conosciuto da sola, la maggior parte li ho scoperti grazie ad altri, che poi di solito sono (e sono state) persone importanti per me. Spesso mi è capitato anche di non ascoltare più un genere o un brano perché si erano allontanate da me e poi nel tempo li ho fatti miei di nuovo, lasciando andare il resto. Così impegnandomi a far pace con il mondo ultimamente mi sono riconciliata finalmente anche con la mia musica preferita. Ecco i cinque brani che ho selezionato…

1.  Save Tonight – Eagle Eye Cherry

Di questa canzone sono innamorata, qualunque motivo riesco a trovare per spiegarne il perché è sempre riduttivo. In particolare amo il video, in cui pian piano si scopre che è il cantante stesso l’attore di ogni personaggio il che mi ha sempre fatto pensare alla legge dell’attrazione e al modo in cui gli eventi si incatenano tra loro per far si che ci troviamo sempre esattamente dove dobbiamo essere. L’ho conosciuta, così come la maggior parte delle canzoni che conosco, grazie a mio fratello e mi ricorda i tempi in cui guardavamo MTV insieme mentre facevamo i compiti per il liceo e lui già ne sapeva molto più di me riguardo la storia del rock. Ancora non mi sono messa in pari.

2. The Best Damn Thing – Avril Lavigne

Avril è una delle poche cantanti che ho scoperto da sola e ci sono praticamente cresciuta insieme, fin da quando avevo undici o dodici anni. Ogni sua canzone è importante per me e visto che non sapevo quale scegliere, ho pensato di riportare qui quella che ha ispirato il nome di questo blog 🙂

3. Love Song – Sara Bareilles

Ho riportato questa canzone qui perché è la sua più famosa e una delle mie preferite. Ho conosciuto Sara Bareilles grazie al mio amico Zeph che si è pentito ormai di avermi passato i link con le sue canzoni giacché non smetto ancora di ringraziarlo, ma lei è davvero fantastica e tante altre sue canzoni mi hanno aiutata a superare momenti difficili…

4. Because the Night – Patti Smith, Bruce Springsteen, U2

Signori, alla quarta canzone il gioco si è fatto duro per me. Nel senso che non so davvero più scegliere. Ce ne sarebbero tante, da quelle che ascolto quando sono triste, ad altre che mi ricordano momenti vari… Poi ho pensato che ci volesse qualcosa di classico e di .. forte. Una di quelle che fanno scoppiare le vene. Because the Night è una delle mie canzoni preferite da sempre, ma non mi decido mai su quale versione cantata da chi. Allora ho trovato questa in cui ci sono i due suoi più grandi interpreti e gli U2. Beh, meglio di così! Da brividi.

5. Poison Love – Claseria

Questa l’ho scelta perché è l’ultimissima scoperta che ho fatto e la adoro. E’ la colonna sonora della scena finale del film La Teoria del Tutto, basato sulla storia dell’astrofisico Stephen Hawking. Al cinema ho dovuto mettercela tutta per non finire rovinosamente in lacrime, tanto che mi emozionai… Bellissimo film e melodia stupenda. Anche il video è interessante, una ragazza si innamora di colui che rappresenta la Morte, ma ricambiata scopre che ovviamente qualunque cosa lui tocca muore o invecchia in fretta per cui non possono amarsi. Lei pensa che l’unico modo per stare insieme è lasciarsi morire. Lui nel frattempo decide di lasciare a qualcun altro il proprio ruolo pur di raggiungerla, ma il finale della storia è lasciato all’immaginazione…

Le regole prevedono adesso che nomini altri 5 blog per far proseguire il gioco. Sono curiosa di leggervi, se vi va 🙂

pantufl90.wordpress.com

http://iansaiin.com/

https://tuttoilmondoateatro.wordpress.com/

https://venereisterica.wordpress.com/

https://dovebatteilcuore.wordpress.com/

Non Si Giudica Un Libro Dalle Sue Sfumature

Alla fine il mio sarcasmo mi si è rivoltato contro e oggi la mia amica M. si è espressa con gran soddisfazione in un sonoro, sentito e appassionato te l’avevo detto.

Tutto è partito qualche settimana fa da un dibattito sull’ormai super-iper famosa trilogia di 50 Sfumature-colori assortiti. Io esprimevo tutta la mia diffidenza e perplessità nei confronti della storia, della scrittura e della davvero troppa pubblicità indirizzata pericolosamente verso ragazzine che della differenza tra Edward Cullen e Christian Grey non si sarebbero rese poi tanto conto, a loro discapito. Non so perché, ma questi tipi di fenomeni editoriali a me di solito fanno spavento e sento il bisogno di allontanarmi dalle masse adoranti, a meno che non si tratti di qualcosa che possa incuriosirmi davvero. Insomma, facevo la sostenuta. M. di solito, invece, fa l’esatto opposto. Lei ci prova, si butta, anche con il rischio di ritrovarsi tra le mani delle vere e proprie ciofeche letterarie.
Sosteneva che questa volta il mio intuito aveva fallito e che avrei dovuto leggerla per capire cosa intendeva dire. M. sa essere molto insistente e così quella sera mi ritrovai la sua copia di 50 Sfumature Di Grigio nella borsa. In fondo avevo perso nel dibattito perché alle sue effettive convinzioni non potei che contrapporre delle semplici impressioni. Io e la mia riluttanza qualche giorno dopo cominciammo la lettura.

Superato l’inizio frettoloso e banale, lo stile poco definito e tutta la serie di virgolette e apostrofi che distinguono il pensato dal parlato e si susseguono ad un ritmo a cui è difficile abituarsi, tant’è che spesso ho fatto confusione, le incongruenze (ma davvero, da dietro al bancone del negozio come fa Ana a vedere che Christian porta delle scarpe da ginnastica??) e il ripetersi, immagino voluto, degli stessi aggettivi di continuo, ho capito che la curiosità mi avrebbe portata fino in fondo, nonostante i difetti, anzi, inclusi questi ultimi che parevano star lì a caratterizzare la storia stessa.

Quand’è così vuol dire che il libro ti ha fregato. Si è connesso a qualcosa dentro di te che perfino tu stenti a riconoscere, un’emozione, un vissuto, una qualche dinamica emotiva sopita e mai dimenticata e inizia ad importarti dei personaggi, dei loro sentimenti, delle logiche all’ombra dei loro comportamenti. E’ una magia alla quale è difficile sfuggire, giacché la tua mente ha generato quei volti e senti che sono tuoi, non conta da quali attori sono stati interpretati o cosa hanno provato altri nell’immaginare la loro storia. Ti appartengono e basta.

Da qui ho pensato che la faccenda dell’erotismo/mogli annoiate è stata sfruttata più di quanto sia realmente protagonista in tutto il romanzo, o meglio, quest’ultimo poteva essere valorizzato di più anche sotto altri punti di vista. Una parte importante della storia infatti si svolge sul piano dei sentimenti… quelli che fanno paura. La paura di non meritare l’amore. La paura di non saper amare. La voglia di farlo da un lato, l’impossibilità di riceverne dall’altro. Il terrore di lasciarsi toccare come se le carezze potessero bruciare più degli schiaffi. Il desiderio di mostrare quanto sarebbe bello invece. Provare dei sentimenti fortissimi per qualcuno che è così irraggiungibile e allo stesso tempo è capace di sconvolgere tutte le tue convinzioni e attitudini. Sentirsi dire che è sbagliato amarsi ed essere trattate come un errore a cui rimediare, la prigionia dell’essere desiderate ma allontanate perché… sembra sbagliato. Come cazzo fa l’amore ad essere sbagliato? Come? Allora ti senti come Ana che fugge via spezzata dentro con quella parola “sbagliato” che rimbomba come un eco doloroso nelle orecchie e non è giusto, non lo è affatto mentre invece ti convinci che si, sei sbagliata tu per quella persona, che non potrai mai essere ciò che vuole… Oppure lo sei, ma non ti lascerà mai esserlo davvero. Ti lascerà andar via, piuttosto.

La questione che pone il libro è: quanto siamo disposti a mollare difese, abitudini e riferimenti e lasciare che quella persona così spiazzante e attraente ci metta meravigliosamente in disordine la vita?

La maniera in cui i protagonisti, così diversi, cercano di trovarsi, avvicinarsi smussando i rispettivi “limiti assoluti” per la necessità irrazionale di viversi e godersi a vicenda mi ha attirata, se non altro perché forse al sicuro tra le pagine di un libro certe cose possono accadere davvero. Probabilmente anche di questo pecca la storia: in fondo è frutto della fantasia di una sola persona che gioca entrambi i ruoli, spesso somiglia ad una fantasticheria ed è poco realistica specie per i tempi in cui avviene, tre settimane soltanto. Di nuovo, sembra che le situazioni si avvicendino velocemente per arrivare il prima possibile alla descrizione degli incontri più fisici e travolgenti, un desiderio che non sa aspettare e mette in secondo piano tutto il resto. Diciamo che messa così ha pure un senso, si.

Questa mattina mentre informavo M. che a breve le avrei restituito il libro, mi son messa già a leggere un estratto del secondo. Pare non avere soluzione di continuità con il primo, come se non fosse mai finito. La mia curiosità si è rimessa in moto, e in fondo chi mai nella vita non si è permesso almeno una volta (ok, ok, più di una volta) di sentirsi un po’ come Icaro che volò troppo vicino al sole, la similitudine più vicina e tanto cara a questo più che discusso romanzo.