Qualcosa Che Sfugge

st.-valentine111

Avete presente la pubblicità di trivago, quella in cui c’è il facchino dell’hotel che si innamora della principessa e pensa di aver trovato la donna della sua vita finchè un giorno lei lo lascia con un bigliettino in cui fa riferimento soltanto alla carta da parati della sua stanza? Lui si dispera perché crede di essere stato preso in giro e dice -Pensavo che mi amasse-, invece davvero avrebbe dovuto far caso alla carta da parati sulla quale lei gli aveva scritto il proprio numero di cellulare.

Ecco.

Quella breve pubblicità a me mette una tristezza enorme. Quel povero ragazzo costretto a far i conti con la propria delusione e tutta la sfiducia nel mondo e nelle persone che ne deriverà mentre in realtà gli sarebbe bastato guardarsi intorno un po’ meglio e senza saltare a conclusioni affrettate per continuare a vivere il suo sogno d’amore.

Lo so, è solo una pubblicità e difatti sta lì per suscitare ironia e interesse per il sito web, non di certo per invogliare chicchessia ad inerpicarsi su contorte e strambe riflessioni sulla vita. A me però mette ansia. Un senso di disagio.

E’ anche vero che è sempre stata una mia fissa quella della paura di perdermi qualcosa. Come quando i bambini da piccoli non vogliono addormentarsi e lottano contro il sonno facendo delle smorfie assurde pur di tenere gli occhi aperti. Spesso mi chiedo se abbiamo abbastanza gli occhi aperti, così, da adulti. Ho la sensazione spesso che ci sia qualcosa che mi sfugga, un particolare, una parola che avrei dovuto cogliere e che per magia mi avrebbe restituito il senso di quello che provo o delle cose che accadono.

E’ come essere sfasati rispetto al corso delle cose. Ci sono diverse persone che camminano per strada. Ognuna di loro però si trova in un qui ed ora diverso dall’altra. Colgono tutte gli stessi dettagli? Quel posto suscita a tutte la stessa impressione? No. Come si fa allora ad essere certi di trovarsi nel qui e ora giusto, quello che ci appartiene e di essere sicuri che non ci stiamo perdendo niente, non stiamo facendo la fine del facchino deriso dalla sorte e da una distrazione banale che gli costa decine e decine di fazzoletti più altrettante serate perse ad immaginare quel che non sarà mai?

Io alle volte mi sento così, sfasata e con la terribile sensazione di poter commettere degli errori di quel genere. Specie se poi si tratta di persone e situazioni che mi mancano.

Certo che pure la principessa però, eh.

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40 pensieri su “Qualcosa Che Sfugge

  1. Certo che anche tu, ti ci metti con queste riflessione che ti fanno lambiccare il cervello 😀
    A parte gli scherzi… è un problema con cui ho avuto a che fare negli ultimi mesi…
    Ma devo anche dirti che, purtroppo, una risposta non esiste… o comunque è diversa per ognuno di noi, perché è in noi…
    Bellissimo post! ❤

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  2. a vederla come la vedi tu, la pubblicita’ha una nota triste.Ma credo pure che se quei due si fossero davvero messi insieme,forse piu’ per un capriccio esotico della principessa,sarebbe finita lo stesso per diversita’ di ovvia natura. Anche io presto molta attenzione alle pubblicita’, alcune sono dei capolavori di emozioni flash.

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  3. si può essere molto sensibili ed essere sempre attenti a ciò che ci accade intorno.. ma la distrazione è sempre dietro l’angolo! Personalmente non mi arrabbio più per i segnali non captati, piutosto spero in una maggiore semplicità di comunicazione degli interlocutori con cui ho a che fare.
    Per farti un esempio.. invece di farla difficile quella ragazza della pubblicità avrebbe potuto lasciare un messaggio col rossetto sullo specchio piuttosto che una lettera sul cuscino ed il problema non si sarebbe posto!
    Ed invece c’è a chi piace complicare e complicarsi la vita.. uff!

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    • Si… Quello che dici è un’altra delle cose che penso, non captiamo ciò per cui non siamo fatti apposta, non cogliamo segnali che non riusciremo a capire… Facciamo inconsciamente una selezione che ci tiene ben saldi alla nostra strada, percorso…
      Spero che sia così…

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  4. Beh io ho la sensazione di non avere il tempo necessario e di essere sempre in ritardo… su tutto. a partire dal lavoro che impone età prestabilite nei concorsi e nelle proposte di lavoro. forse dovrei guardarmi attorno?

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    • Si ho anch’io quella sensazione. Come se stessi guardando dalla parte sbagliata mentre altri ammirano cose che non esistono in un panorama creato da loro e seguo i loro sguardi perché altre direzioni non ne ho.. E poi essere in ritardo sulle cose da dire, da pensare, paura di perdere le persone per questo.
      Bisognerebbe tarare la nostra vita sui nostri tempi e i nostri personalissimi panorami.. ma come si fa?!

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  5. Non conosco la pubblicità della trivago, però le riflessioni che poni sono spesso anche le mie. E alla fine mi vien sempre da pensare che accade ciò che accade perché pensiamo ciò che pensiamo. E visto che quel che pensiamo deriva da quel che siamo, da quel che le nostre esperienze ci permettono di vedere o non vedere, più ci apriamo al mondo e più occasioni riusciamo a cogliere. Dipende da noi, mi sa. Ed è bene porsi il problema, sempre. Le variabili sono infinite, ma forse possiamo scegliere la nostra, sempre, qui e ora.

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    • E’ un bel pensiero il tuo… Effettivamente si, la chiave è questa, più ci si chiude più cose sfuggono e questo mi fa paura, ho paura di non avere orizzonti abbastanza vasti… allo stesso tempo non voglio neanche finire esaurita e frenetica così tanto per non perdermi mai niente, che corro soltanto da una parte all’altra senza capire che sto facendo. Insomma si, bisogna tenere sempre la questione aperta e regolarsi di volta in volta…

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  6. Come quando da bambina mi svegliavo prestissimo in vacanza perché “così guadagno ore e sembra che sto qui più tempo ” 🙂
    Bel post… Ogni tanto sentirsi sfasati è inevitabile. Sembra che manchi qualcosa e non si sa come rimediare, come star tranquilli. Ciò che è curioso è che la riflessione ti sia partita da quella pubblicità 😛 Mi piaci perché non sei mai scontata…Ogni post è una conferma!!

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  7. Molto profonda e bella la tua riflessione… Personalmente non credo che ci si debba dannare l’anima più di tanto sulle occasioni che la vita ci offre. A seconda del momento e del fato (chiamalo come vuoi) cogliamo quei segnali che siamo destinati a cogliere. Sono le lanterne che illuminano il nostro cammino. E più abbiamo gli occhi dell’anima aperti, più segnali cogliamo…ma la strada non credo che cambi. E’ solo più illuminata…

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  8. Io ammiro chi osservando qualcosa (in questo caso questa pubblicità) vede tutto questo, penso che potrebbe essere un primo segnale che nel tuo piccolo, probabilmente anche causa la tua paura, stai già facendo molto per evitare di perdere ciò che ti circonda.

    Penso di poter dire di conoscere molto bene quella sensazione di cui parli, e allo stesso modo penso che sia inevitabile e impossibile impedire di perdere qualche segno, segnale, traccia… sia però altrettanto importante sapere nel nostro inconscio che questi segni esistono e con loro esiste la possibilità di catturarli.. possibilità non certezza… per quel che mi riguarda il grosso lavoro interiore l’ho dedicato al confronto tra questi due termini in questo contesto… mi angosciava più il pensiero di non aver possibilità o quello di non poter aver certezza??? io mi son convinto che l’angoscia più grande sia da attribuire al primo caso…

    Infondo io credo ciecamente nel destino, sliding doors e serendipity per me non sono stati soltanto film, ma segni, messaggi… così come “lo spazio delle varianti” e “la profezia di celestino” non sono stati solo libri, ma elementi che hanno contribuito a formare il mio pensiero sull’argomento che hai trattato nel post…

    non so se hai visto o letto qualcosa di quello che ho citato… però diciamo che in questo senso io sono fermamente convinto che il destino sia più forte di noi, se perdiamo un segno che era veramente importante per il destino questo si ripresenterà magari in altra forma;

    si potrebbe distruggere facilmente il mio pensiero dicendo che quello che perso è perso e cose simili, la debolezza di quelle tesi, sempre secondo il mio piccolo pensiero è che diventano vere soltanto quando ci si convince di ciò, di conseguenza siamo noi, con la loro accettazione a fornirgli energia smettendo di credere o cercare… la stessa energia che potremmo senza timore alcuno dedicare a guardare una pubblicità e captarne un messaggio che magari ai più risulta trascurabile… ma che a noi potrebbe aprire porte e pensieri che ci fanno sentire vivi e circondati da un mondo che infinito da scoprire…

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    • Le cose che hai citato sono tutti libri e film che stanno nelle mie liste di cose ancora da leggere e guardare, mi interessano…
      Certamente sapere di avere la possibilità e che quella cosa in qualche modo sempre ti si ripropone avanti è meglio della certezza di beccare sicuramente il segnale al primo colpo.
      Perché altrimenti la vita sembrerebbe davvero solo una questione di fortuna…
      Io credo che ci siano delle lezioni che dobbiamo imparare durante la nostra vita e da questo non si sfugge, nell’ottica di diventare migliori di ciò che siamo.
      Nel post non mi riferivo solo alle occasioni in sé per sé ma anche alla possibilità di cogliere il senso delle cose, di ciò che è già accaduto. Ma anche quello arriva alla fine…

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      • ma infatti, anch’io non mi riferivo solo alle occasioni in se per se.. la consapevolezza e considerazione finale che hai fatto è a mio avviso il massimo punto a cui possiamo ambire..

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  9. … facccccccaldo, ma cosa vai mai a pensare??? 🙂 🙂
    Non vedo la tv e non ho presente la pubblicità, ma ho colto il senso. Che dire … anche a me è capitato spesso di fare questo pensiero sulla vita e le occasioni e le disattenzioni, ma parallelamente il filo di questo ragionamento mi si intreccia con quello del “se è destino, accadrà!”. E almeno per un po’ metto a tacere la testa …

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    • E’ proprio perché fa caldo che la testa va in fumo hahaha!
      Il destino non lo vedo come un qualcosa di esterno a noi, esiste un corso degli eventi che influenziamo più di quanto ci rendiamo conto, quindi se solo riuscissimo ad esserne più consapevoli allora tutto sarebbe più chiaro e non parleremmo di fortuna e occasioni…

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      • Sì, ma credo (io personalmente) che ci sia come un limite, poi “se è destino allora sarà” … che non è necessariamente una questione di fortuna, ma proprio di “è già scritto nelle stelle” … che ci vuoi fare, sono una romantica 😀

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  10. Ma lo sai che anche a me quella pubblicità mette una tristezza addosso enorme, e fa anche un po’ paura.
    È come se fosse una maschera caricaturale dannatamente orrenda di una realtà ancora più brutta.
    A parte il fatto che anche io, come te, a volte mi soffermo su questi pensieri e di una cosa stupida sono in grado di farne uscire un dramma, cooooomunqe …
    Credo sia il pregio (o l’enorme difetto, fai un po’ te), di ogni scrittore con dell’arte nel sangue.
    In fondo è proprio per questo che riusciamo a cogliere ogni più intima sfumatura della vita, no?
    Buona serata 😉

    Cappellaia Matta

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  11. Ciao.
    A me invece questa pubblicità fa venire in mente un fatto che mi è accaduto personalmente molti anni fa.
    Incrociai per caso una tipa (io ero single) al bar e ci scambiammo un paio di occhiate.
    La rividi il giorno dopo e pensai di lanciare la ‘lenza’ in modo originale.
    Scrissi il mio num di telefono su una salvietta di carta che poi chiesi al cameriere di utilizzare per portarle il cappuccino.
    Io so che non l’avrei mai più rivista a meno che lei non avesse colto il messaggio della salvietta.
    Fu così che dopo 3 giorni squillò il telefono ed… era lei!
    Purtroppo non andò bene, ma mi resta in mente la circostanza di quell’incontro.
    Ciao.

    Kikkakonekka

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