Tutto Ciò Che Volevo Farti Capire

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Foto personale 8 agosto 2015

Quel che volevo farti capire ho provato mille e mille volte a scriverlo e a dirlo a parole e a silenzi, com’era più opportuno.

Quel che volevo farti capire non l’hai capito perché non mi hai mai ascoltata davvero.

Quel che volevo farti capire era che per una buona volta avresti dovuto aprire le orecchie e chiudere la mente, cosicché le parole prendessero la strada giusta, finalmente.

Quel che volevo farti capire era che non avevo bisogno di nulla se non di te, così com’eri.

Quel che volevo farti capire era che non avrei mai tollerato mi trattassi così. Per paura di rovinare tutto alla fine tutto si è rovinato, ecco.

Quel che volevo farti capire è che non c’era alcun fottutissimo bisogno di tirar fuori tutte quelle spine e pungermi, per costringermi ad allontanarmi.

Quel che volevo farti capire è che non ti avrei mai odiato soltanto perché tu me l’avevi chiesto.

Quel che volevo farti capire era che, dove meno te l’aspetti, poi nasce un fiore.

Quel che volevo farti capire era che non c’è niente, niente al mondo di più bello e che somiglia all’amore e alla fiducia e all’amicizia e all’esserci l’un per l’altra, alla meraviglia del trovarsi e del tenersi nelle reciproche vite, niente di più vero, reale, autentico e che io andrò sempre e comunque alla ricerca di quel fiore, non importa quanto impegno tu ci abbia messo per cacciarmi via da te. Questa sono io: ma tu non hai voluto capirlo.

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47 pensieri su “Tutto Ciò Che Volevo Farti Capire

    • Si spesso ho sbagliato parole e tempi perché non è sempre facile azzeccare quelli giusti, specie a caldo. Poi c’è il fatto che quando una cosa si vuole davvero di tutto questo neanche c’è bisogno più di tanto in fondo…

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      • E nemmeno si vuole costruire niente…
        Siamo la generazione che considera l’esser soli una sconfitta, meglio girare per locali, uscire con due tre persone per volta, farsi i selfie più fighi ma mai rischiare di restare soli con noi stessi e prendersi qualche responsabilità emotiva.

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      • Scusa l’intromissione… ma è un discorso su cui mi son perso mille volte…perchè da un lato concordo ma dall’altro mi spaventa molto il senso dei termini, perchè ci si mette su un filo sottile sottile sottile (ovviamente secondo la mia piccola opinione).

        Spesso mi “infastidisce” la frase “bisogna impegnarsi”… non perchè la trovo sbagliata di fatto, ma perchè secondo me dipende in maniera esorbitante dal valore di “trasparenza” di ogni singolo individuo… provo a spiegarmi….

        se impegno significa andare contro al proprio essere, al proprio istinto, al proprio io interiore (anche nel bene, sia chiaro) e a questo nome si identificano “i sacrifici per amore” nel senso di sacrificare alcune cose nel nome del rapporto di “coppia”, secondo me si rischia grosso…

        si rischia di abituarsi ad una persona che modifica il proprio essere in nome di…
        che se da un lato è cosa nobile, dall’altro rischia di diventare cosa “fasulla” che a lungo andare emerge o porta a negatività…

        io credo che sia complicato (non voglio arrivare a dire sbagliato) valutare l’impegno, che io identifico solo in questo senso (ammetto il probabile mio limite di visione) ma sopratutto che sia una base sulla quale non si dovrebbe forzare troppo (almeno sul partner) perchè mi piace pensare (ma forse sono un illuso) che quello che funziona è il rapporto di sintonia naturale… inevitabili piccoli compromessi, però nel momento in cui ci si mette a pesare il rapporto sulla sintonia spontanea mancante, io credo che il rapporto sià già più costruito o inquinato di quello che dovrebbe..

        non so se riesco a spiegarmi, ho la sensazione di essermi un pò incartato, però riassumendo quello che volevo dire è che le cose per essere vere e profonde devono esser naturali…. l’impegno dovrebbe essere quello di esser se stessi sempre o nel maggiore dei casi, se quel essere se stessi ti porta a raggiungere il cuore e l’anima di un altra persona naturale anch’essa allora le cose saranno vicine ad essere vere e profonde, più cresce la componente artificiale più cresce il rischio di inquinamento…

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      • Ma sono perfettamente d’accordo con te Erik… La sintonia deve nascere spontanea e libera questo è poco ma sicuro. L’impegno a cui mi riferivo io era quello riguardante le difficoltà oggettive, materiali che purtroppo sempre si presentano. Non è che due persone si incontrano, si piacciono e poi devono aspettarsi che tutto gli fili liscio in termini di circostanze e contesto solo così per opera di qualcuno lassù. No. Bisogna provare, sbagliare, rimediare, trovare una strada anche solo per riuscire a vedersi e vivere quella sintonia stupenda che già si era creata da sola e che, anzi, sembrava ci fosse sempre stata, come se si conoscessero da sempre.
        Non ci credo più di tanto al “se sono rose, fioriranno”. Le rose vanno annaffiate e curate, altrimenti sono destinate a morire e basta.

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      • solo per precisare, anche se immagino che non ce ne fosse bisogno, ma magari se qualcuno legge dall’esterno, che il mio commento era da intendere in senso generale come possibile confronto, e in riferimento ai termini e non a te o alla tua storia, per altro dubito di potermi permettere un commento sensato solo per il fatto di seguire i tuoi post… in questo senso vorrei aggiungere una frase alla tua iniziale… “la sintonia deve nascere spontanea e libera” cosa che spesso accade, anche il resto della storia dovrebbe proseguire in quella direzione, cosa che come hai giustamente sottolineato diventa però spesso se non impossibile molto molto molto complicata a causa della vita stessa…

        sul “se son rose fioriranno” io mi trovo onestamente disorientato… nel senso che mi piace pensare che il gesto di annaffiarle e curarle derivi da un qualche alchimia interna nella quale non deve intervenire la ragione… si deve sentire il bisogno di farlo e non il dovere…

        se mi sento addosso “la responsabilità di doverlo fare” lo faccio meccanicamente per non sentirmi in difetto a volte più con me stesso che con il prossimo.

        se invece lo faccio senza nemmeno accorgermi di farlo perchè mi viene naturale farlo, perchè nel farlo mi sento bene, in pace con me stesso, con lei/lui, con il mondo che mi circonda… è una cosa che non mi impongo ma che “mi viene imposta o naturale” da qualche entità maggiore e sconosciuta, ecco che raggiungo quel livello di naturalezza di cui parlo…

        forse per questi motivi io ho sempre ritenuto che l’unica forma d’amore possibile sia l’amore incondizionato, quello che non risponde a nessuna forma di regola dare/avere, quello che può esser crudele e devastante come l’ignoto come niente altro sulla terra ma lo stesso che può essere profondo e dolce da farti perdere i confini con tutto il resto del mondo che ti circonda…

        quel tipo di amore non può essere la base su cui costruire una vita, ma quella su cui poter dire di aver avuto la fortuna di vivere qualcosa che alla vita, va pure oltre…

        “la vita è una regola, l’amore un emozione..”

        (lo sò, probabilmente sono un utopista sognante)…

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      • Fai bene a precisare, sennò che ci stiamo a fare qua? 🙂
        Di nuovo hai ragione.. si che deve venir naturale ed è normale perché dettato dall’amore, dall’attrazione… Solo che certe volte è più complicato, davvero più complicato. Ci sono i sentimenti, la sintonia, tutto, poi però manca la voglia di venirsi incontro, di rischiare e investire sui sentimenti che si provano… Questo è quello che intendo. Capita che incontri una persona e ti trovi davanti ad un bivio: mi impegno o la lascio andare? Lì è una questione di scelta, solo quello Erik e si imbocca una via o l’altra sulla base di ciò che ci si sente di investire del proprio tempo, risorse, volontà. Per questo lo chiamo impegno…

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      • giusto 🙂

        capisco quello che intendi, per quanto mi riguarda quel tipo di dubbio non l’ho mai avuto.. nel senso che probabilmente la mia prospettiva di vita è sempre stata molto chiara nella mia testa… ho spesso preso la mia famiglia a modello “negativo” per immaginarmi un futuro in qualche modo opposto o sicuramente diverso, ho fin da piccolo desiderato fare della mia vita il contrario del negativo che riscontravo nel mondo che mi circondava, forse per dar prova a me stesso che fosse possibile, forse perchè ho sempre creduto che fosse possibile… ho individuato in quello che non mi piaceva le cose da non ripetere e seguire e su di esse ho costruito il negativo di ciò che secondo me era sbagliato per farne del positivo, in questo senso per quella che è la mia visione della vita, davanti a quel bivio o a bivi simili, spesso una è una strada uno un piccolo vicolo… da qui forse ne deriva la mia visione un pò chiusa della questione…

        e probabilmente in questo senso ci stà pure tutto l’impegno di cui parli tu e non quello che intenevo io.. 🙂

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      • Mi piace comunque la tua idea ed è un po’ quello che cerco di realizzare anche io… Perché ho bisogno anch’io di credere che sia possibile, mi è necessario… Altrimenti per me il mondo sarebbe un posto vuoto e inutile e mi scoccerei davvero di starci…

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    • Non sono accuse le mie, anzi, il contrario e nonostante mi si dica ogni tanto che non posso che pensar male di lui. Ma non ci riesco, per me è inconcepibile. Le mie parole sono solo residui di mancanze e incomprensioni, dolore e speranza che un giorno tra noi potesse essere diverso…
      Meglio pensare alla sangria, a proposito, devo comprare un’anguria 😉

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    • Ehi, ma grazie a te, sapere che qualcuno si ritrova in quello che scrivo è emozionante e quando capita è un onore 🙂
      Quando ho scritto il post ero in uno stato d’animo diverso… Sentivo rabbia e delusione.. Adesso è cambiata la mia visione della questione e sto molto meglio, ma appunto è vero quello che dici, bisogna capirsi, il che significa anche fare un passo indietro e guardare bene l’altro e capire chi si ha di fronte, di cosa ha bisogno e di cosa hai bisogno tu.
      E, se c’è corrispondenza tra queste cose, si va avanti insieme 🙂

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      • Vero verissimo , ciò che hai scritto mi ha colpito molto, mi ha riportato indietro a qualche tempo fa ! Un giorno scriverò un post anch’io , perché anche se ora le cose sono diverse , io quel periodo devastante l’ho vissuto e voglio fermarlo nel tempo, per spiegare , per rendere visibile a chi deve capire , quale sia stato il mio dolore, la mia frustrazione e la mia disperazione ! Solo per far comprendere che i sentimenti si possono ferire talmente tanto da distruggere le nostre sicurezze , le nostre certezze , il nostro amore. La comprensione é alla base di tutto, comprendere chi ti sta affianco ti avvicina , non ti allontana mai! Fare un passo indietro per capire .Grazie ancora a te un abbraccio

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