Inside Out: Tu Di Che ‘Emozione’ Sei?

Inside-Out

In molti ne hanno già scritto, il nuovo film della Disney Pixar Inside Out ha fatto fiorire decine e decine di opinioni e riflessioni, critiche e osservazioni, credo perché in fondo parla di noi e di come siamo fatti dentro e ci sono riusciti attraverso delle idee secondo me geniali, trasformando in immagini quel mondo complesso che c’è nella nostra testa.

Così anch’io, reduce dalla febbre da Minions, mi sono lasciata coinvolgere. L’altro giorno i miei amici ed io abbiamo provato ad identificarci in una delle cinque emozioni base, Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto in base a quella che in qualche modo prevale nel nostro modo di rapportarci con il mondo.

A me è toccata… Tristezza 😀

No, non vi spaventate, non sono davvero una palla di quelle proporzioni (ok, a volte si) però diciamo che un po’ mi somiglia. Più che altro si tratta di un modo d’essere, di percepire le situazioni e le persone, è un qualcosa che ha a che fare con il cercare di capire cosa c’è oltre la superficie, con il fissarsi sui dettagli e sulle parole non dette, sugli angoli evitati dagli sguardi e sui segreti che cela la pioggia osservata dietro a un vetro, in silenzio. La tristezza è quell’emozione di cui pare ci si debba vergognare perché sinonimo di fragilità, la tristezza mette a disagio e peggio ancora è il piangere. Ci insegnano che chi è forte non lo fa, così quelle lacrime clandestine di solito escono fuori di notte, al buio, lontano da altri occhi che potrebbero giudicare, non capire, nel mondo del ‘va tutto bene, grazie’, che a nessuno interessa davvero sapere cos’hai dentro.
Quello che accade nel film è proprio questo poi: le altre emozioni fanno in modo che Tristezza sia sempre il più lontano possibile dai ricordi e dalla vita di Riley, la allontanano. Così accade una cosa che è capitata anche a me qualche tempo fa. Quando Riley ne ha davvero troppo del trasloco e dei cambiamenti accade che la Rabbia non fa che peggiorare la situazione, l’effetto di Disgusto dura poco. La Gioia si da’ proprio alla macchia, perché ovviamente non riesce a trovare nemmeno un motivo, un buon ricordo, per farla sorridere. Accade che Railey non prova più niente. Diventa apatica. Non reagisce. A me capitava di sentire l’eco di quella tristezza che voleva uscir fuori e più lo reprimevo, più faceva male, ma davvero, fisicamente.

Come ho letto in qualche recensione più critica, la Tristezza diventa solo un mezzo per liberarsi, sfogarsi al fine di star meglio e non viene mostrato come la si può accettare, ma usare. Da un lato è vero, dall’altro penso che nessuno riuscirebbe a scoppiare in lacrime se prima dentro di sé non accettasse quello stato d’animo, smettendo di reprimerlo.

Comunque, ecco, vorrei proporvi un sondaggio. Il nostro personalissimo Inside Out. Di seguito troverete le cinque emozioni di base di cui sopra. Di certo ce n’è una ‘predominante’ dentro di voi o che sentite affine al vostro modo di essere. Indicatela, poi potete confermare la vostra scelta con un commento o con un post (racconto, poesia, riflessione) a tema. Poi…

Poi non so. Vediamo cosa ne esce 😀