Palloni Di Percorso

Amanda Cass&カイ -8

Una goccia di pioggia sul naso.

Fine della passeggiata. 

Avevo deciso di allungare il tragitto a piedi verso casa passando per il parco, con l’intento di rilassarmi un po’ all’ombra degli alberi e finire Narciso e Boccadoro che mi trascino dietro ovunque da settimane ormai. Nemmeno mi ero accorta che il parco era quasi vuoto in realtà, qualcuno più accorto prima di me doveva aver notato già che di chiazze chiare nel cielo ne erano rimaste ormai poche. C’erano solo dei bambini che giocavano e una madre che cercava di riacciuffarli per andar via, ignara del fatto che erano troppo occupati a trovare un altro ramo uguale a quello che avevano già in mano, per ascoltarla. Sembrava una questione davvero tanto seria e importante per loro, molto più del tornare a casa.

Mentre camminavo verso l’uscita ho visto un pallone rotolare velocemente verso di me e sovrappensiero ho allungato una gamba per fermarlo. Con la coda dell’occhio avevo notato il suo piccolo proprietario abbastanza distante da dove mi trovavo io, ma già intento a correre per riprenderlo.

Il pallone rimbalzando su di me cambia traiettoria.

Finisce nel fango.

Sbarro gli occhi e mi dileguo in fretta mentre sento il bambino che dice -Mamma! Mamma! Si è tutto sporcato di fango!- e lei che lo richiama a sé rispondendo che l’avrebbero lavato alla fontanina lì vicino.

Sono uscita dal parco riflettendo sul fatto che a volte le cose devono solo andare per il loro verso e non bisognerebbe mettersi in mezzo rischiando di fare pure più danni nel tentativo di evitare quelli già previsti. Anche se per affetto si vorrebbe poter risparmiare delle fatiche inutili a chi ci sta intorno perché come si dice la calma è la virtù di chi non è coinvolto, alla fine ognuno deve andare a riprendersi quel che ha perso da solo, non importa quanto lontano sia finito e quanto invece vorremmo con tutta l’anima che non sia così.

picture by Amanda Cass

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53 pensieri su “Palloni Di Percorso

  1. Non male come quadretto.
    Io da ragazzo volendo restituire il pallone a dei bambini che giocavano per strada, l’ho tirato talmente male da farlo finire nel giardino di un vicino.
    Ho dovuto suonare il campanello e chiedere scusa, una figura di ccc che ricordo ancora.
    Ciao

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  2. E se invece il nostro intervento fosse in qulche modo già previsto? Cioè, se le cose dovessero andare proprio così, con nostro intervento compreso? Perché delle volte le cose potrebbero cambiare anche a causa di una nostra astensione e finire per andare diversamente…
    Ad esempio era previsto che la palla venisse fermata da te e finisse nel fango perché magari se così non fosse stato sarebbe finita in un cespuglio e si sarebbe potuta bucare. Questo per dire che la tua riflessione è giusta ma spesso tendiamo a vedere solo il lato negativo delle nostre azioni : nel male poteva essere anche peggio! Non so se mi sono spiegata 🙂 un commento difficile questo 😀

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    • Mmm nono anzi, ti capisco. In termini di colpa potresti averne sia che intervieni sia che non lo fai. E’ sempre un concatenarsi di eventi che poi ti portano proprio lì e proprio in quel momento per cui non sei di troppo ma parte della circostanza.
      Il problema però è quando vedi le persone che fanno percorsi più lunghi, faticosi e dannosi per riprendersi i palloni e ti metti in mezzo per farli ragionare un po’ ma finisce che se la prendono pure con te. Allora in quel caso non sei parte della circostanza o almeno se lo sei tutto ciò che puoi fare è restare a guardare con un irreale senso di calma.
      Comunque hai ragione, il punto non è intervenire o no, ma bisogna più cercare di ricordare che è pur sempre il pallone di un altro e non puoi mai davvero prenderlo al posto suo.

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  3. stavo cercando di ascoltarmi, durante la lettura, per vedere cosa nasceva nella mia mente.. è stato strano, insolito, perchè di solito trovo una strada, una via, un pensiero che spingendo indietro gli altri riesce ad apparirmi chiaro…

    questa volta no, nel senso che tra il tuo post e tutti i commenti che ho letto sotto ho come sentito la stessa percentuale di parti in cui sono in accordo.. sia chi sosteneva la tesi, sia chi la modificava, sia chi ne considerava sfumature diverse…

    ciò che mi dice?? che probabilmente, se considero che tutti hanno o potrebbero avere parte di “ragione”.. ancora una volta non esiste possibilità di definizione unilaterale, che tutto e il suo contrario sono l’unica spiegazione possibile alle cose che succedono, per quanto possiamo analizzare, confrontare, studiare applicando concetti logico scientifici esisterà sempre la probabilità che alcune delle ipotesi che non abbiamo considerato siano verificabili…

    se i bambini trovato il legno uguale a quello ricercato poi non fossero stati in grado di fare quello che volevano, o se fatto rimasero delusi, oppure felici, o ancora cambiarono idea in corsa e, oppure….

    è fantastico osservare la vita, provare a dare un senso alle cose, una spiegazione a ciò che ci accade e sapere che infondo quello che potremmo ottenere sarà sempre una parte delle infinite possibilità… che generano infiniti futuri..

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  4. Più lezioni di calcio direi…
    Così avevi due opzioni, lasciar proseguire il pallone o stopparlo alla grande e mandarlo di prima verso il bimbo!! 😀
    E poi che ne sai se facendo ritardare mamma e figlio, non gli hai salvato la vita da un investimento sulle strisce? Il futuro è imponderabile no?

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    • Ahah si gianni, così magari lo colpivo in fronte perché si sa che la mira ce l’hai quando non dovresti averla e dopo dovevo anche tenerlo sulla coscienza 😀
      Il futuro è imponderabile, ma il recente passato no. Ho interpretato così la situazione perché mi frullava già per la testa una cosa simile accaduta, nella quale facendomi gli affari miei mi sarei risparmiata una grana. Però si, a freddo è come dici tu…

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