Alla Fine Ha Vinto Il ‘Forse’

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In questi giorni mi è capitato spesso di confrontarmi con amici e familiari sulla questione del referendum costituzionale e ne sono venuti fuori pensieri belli e discorsi interessanti riguardo cose di cui davvero raramente mi ritrovo a parlare.
Costituzione, democrazia, ideali. Ho intravisto idee profonde negli argomenti che ognuno portava a sostegno della propria scelta di voto. Abbiamo vissuto questo referendum con una certa ansia e un insolito fervore, tutti, indistintamente. Ci siamo congedati ieri sera consapevoli che non sarebbero state le nostre chiacchiere a fare la differenza e che avremmo dovuto aspettare il momento in cui ‘il sentire del popolo’ avrebbe preso forma in un Si o un No e sostanza nei numeri.

Non voglio fare l’ennesima analisi sui pro e i contro tanto che ormai i giochi sono fatti e le opinioni si sono ormai sprecate.

Questa mattina al risveglio ho provato una profonda delusione. Sono scesa per fare delle commissioni e nonostante la bella giornata di sole l’aria era immobile, come in attesa, ancora.

Sì perché adesso siamo di nuovo in stand-by, curiosi di sapere cosa accadrà.

Forse colgo male o in maniera inesatta. La scelta, secondo me, si riduceva tutta ad una questione di prospettive. Per quanto valide fossero le ragioni di tutti alla fine c’era da mettersi un po’ di traverso rispetto alle cose e cercare la visione che potesse cogliere quanti più aspetti positivi possibili.

Lo so, la questione resta discrezionale lo stesso anche così.

Allora aggiungo un altro elemento: il contesto.

Prospettiva e contesto insieme non restituiscono una visione oggettiva, vero. Era, però, la più oggettiva che ho trovato.

Cosa significa contesto? Mi guardo intorno. Ci sono forze politiche che hanno creato falsi scandali, divisione, populismo e odio che stanno esultando a sfregio delle idee di chi pur sostenendo il No come loro l’ha fatto con dignità, con una luce negli occhi e un calore nelle parole che non mi aspettavo. C’è una vittoria sulla carta che però significa sconfitta agli occhi del mondo e a quelli della storia.

L’Italia è finita in balìa di tutto ciò e mi dispiace profondamente.

La Costituzione tornerà nel cassetto come la tovaglia di Natale un po’ ingiallita dal tempo ma sempre buona perché l’ha comprata la nonna decenni fa. La democrazia tornerà con lo Yeti ad Atlantide a progettare la formula della Nutella che non fa ingrassare. Gli ideali verranno rimessi in gioco sul tavolo da poker come fiches di cui nessuno mai ha riscosso il valore, che tanto basta averle in mano e giocarci, il resto non conta.

La vittoria del No, nel contesto, è diventata una sconfitta per chi ha davvero sostenuto Costituzione, democrazia e ideali opponendosi alla riforma.

Mi chiedo se ne è valsa la pena e se ‘il sentire del popolo’ verrà correttamente interpretato adesso e se mi sono sbagliata nello sperare in un po’ di forza e stabilità senza che il tutto si riducesse ad una nuova corsa per acchiappare per primi quante più poltrone possibili.

Ah, ma davvero stanno decidendo se fare prima la riforma elettorale o le elezioni?

Ma guarda.

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14 pensieri su “Alla Fine Ha Vinto Il ‘Forse’

    • E’ triste e paradossale questa situazione. Hanno detto che la sconfitta di Renzi è dovuta anche alla sua arroganza. Come se tutti gli altri non ne avessero. Bah.
      Se devono farsi la riforma elettorale ad personam preferivo allora il premier non eletto.

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      • Mah, io non vedevo Renzi così arrogante. Ce ne sono stati (e ce ne sono tutt’ora) di molto peggio. Certamente aveva le idee chiare, ma che spesso non combaciavano neppure con quelle di molti del suo partito. Non si può governare se non hanno neppure le fondamenta.

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      • La politica italiana è vecchia. E anche i 5 stelle stanno cadendo negli stessi schemi che volevano denunciare. Renzi ha creato un governo giovane che non ha trovato appoggio in una politica troppo malata di egoismo.

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  1. io confesso il mio assoluto stato confusionale dovuto al fatto di non riuscire a credere al peso che le persone danno agli ideali. Nella politica di oggi sento vedo e trovo matematica, economia, marketing, teoremi linguistici, giochini mentali ma non sento ne trovo mai passione.. tra le righe, tra le parole non sento passione, non sento desiderio, non sento bisogno.. e senza questi fattori io non riesco ad identificare un qualcosa da difendere che ci porti a guardare al presente e al futuro con gli occhi di chi lo vuole determinare.. non so davvero che altro aggiungere in questo contesto politico..

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    • Per questo Erik che io non mi fido di chi parla di passioni, di pancia … Non sono elementi totalmente estranei alla politica, di certo però sono argomenti usati per attirare attenzione, simpatie e voti. Cosa sanno fare queste persone oltre che manipolare l’opinione pubblica?? Il marketing e i numeri servono Erik e bisogna saperne per governare un Paese, le chiacchiere molto meno..

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      • non lo so, cioè comprendo ciò che dici ma secondo me non è tutto qui… altrimenti tra qualche anno facciamo un super algoritmo che dato in pasto ad un elaboratore con nozioni statistiche ed economiche sarà in grado di governare un paese… ciò che spinge un essere umano a questioni politiche è qualcosa che viene da dentro, una sorta di bisogno o desiderio di cambiare il mondo o parte di esso… forse io ho una visione un pò particolare della società che mi porta a non poter escludere certi criteri… i numeri servono, verissimo, ma servirebbe anche onesta intellettuale e un pò di visionarietà.. ma servierebbero anche tantissime altre cose.. da quelle tecniche a quelle umane… forse è un periodo di transizione troppo grande per l’umanità che siamo tutti ancora in un o stato un pò disperso che spero porti ad una nuova era di pensiero… che forse non faremmo in tempo a vedere.. ribadisco il mio disorientamento generale…

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      • Si hai ragione Erik… quando parlo di numeri non intendo però che non bisogna metterci calore e cuore in quel che si fa… Anzi, serve molto. Gli argomenti emotivi però non vanno usati per attirare consensi e manipolare le persone. Ho letto di gente che ha votato No perché stufa degli immigrati. Altri perché il proprio figlio ha dovuto lasciare l Italia per lavorare. Molti perché Renzi non è stato eletto anche se poi giurano che della politica non gliene frega niente. Ma è di queste cose che si parlava? No. Si parlava della Costituzione e della possibilità di cambiarla per dare a qualsiasi governo degli strumenti più forti per governare un Paese come l Italia in cui l’opposizione è ostruzionista e non costruttiva. Abbiamo avuto 63 premier in 70 anni. In pratica solo un’infinità corsa alla poltrona più comoda. Potevamo cambiare le cose e invece tutti hanno guardato il dito e non la luna. E mi dispiace e mi fa rabbia questo…

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      • ti capisco perfettamente e ti assicuro che comprendo in pieno la tua rabbia… alla fine io vedo difficile cambiare le cose fintanto che le persone attribuscono ad altri questa “responsabilità”…. per cambiare le cose bisogna cambiare il pensiero, il modo di vedere le cose, dipende dalla politica ma non solo.. dipende moltissimo anche da noi… i politici sono un estratto della nostra società, del nostro modo di vivere, del nostro modo di pensare… espresso in media sui grandi numeri… se vogliamo veramente cambiare le cose, dobbiamo iniziare a farlo da noi stessi, dal nostro approccio alla vita.. ed è questa la cosa che appare molto difficile da fare sopratutto perchè sembra, almeno a me sembra, che la maggior parte di noi pensi che questo cambiamento deriverà dal cambiamento che gli altri ci impongono… e puntualmente ciò non avviene.. le persone votano, così come fanno o non fanno gli scioperi… un pò a caso, un pò in base agli impegni, un pò perchè si adeguano alla massa, un pò per questioni economiche… fintanto che in questo un pò non ci sarà anche un pò perchè si sono documentati, ci hanno pensato su, hanno espresso il loro pensiero con la loro scelta… non vedo prospettiva politica in grado di cambiare il futuro…

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      • ecco, anche se forse, non c’è poi molto da riderci su… forse avrei dovuto mettere la faccina triste.. ma ogni accordo e ogni azione in questa direzione è una parte di speranza… perchè ognuno di noi è “contributo” perciò se si riuscisse a diffondere l’idea di cambiamento… un inizio…

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      • Naaa basta facce tristi 🙂
        chi esulta per l’esito del referendum a mio avviso avrebbe poco da ridere, è una vittoria amara, ne è uscito un quadro dell’Italia che fa spavento e mi preoccupa molto..

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      • e allora via con il sorriso e la positività… il tempo ci offre sempre opportunità.. sta a noi cogliere… e osservare il futuro con determinazione è un modo per iniziare a coglierle!!! giusto… basta facce tristi!!! 🙂

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