Hell.O

La mente crea. Voi siete gli artefici della vostra condizione: passata, presente e futura. La felicità o la sofferenza, dipendono dalla mente, dalla vostra interpretazione, non dipendono dagli altri, da cause esteriori o da esseri superiori. Ogni problema e ogni soddisfazione è creato da voi, dalla vostra mente.
[Buddha]

Tenevo gli occhi chiusi. Dopo un po’ sono diventati anche umidi. Ci sono cose che lì, dietro le mie palpebre, fluttuano in forme instabili finché non finiscono per somigliare a fobie. Cose che per tante persone sono normali. Semplici e pure preferibili. Per me no e mi chiedo se e quando lo saranno. Magari fanno somigliare anche me ad una forma fluttuante ed instabile.

Ho riaperto gli occhi, ho letto quella citazione. Mi sono guardata le mani e, no, i contorni erano ben definiti. Nessuna sfocatura, nessun segno di evanescenza. Ci sono cose che vanno bene così come sono anche se sono a modo mio.

Guestpost di Marzo per Principesse Colorate

Qua non ci si ferma un attimo e…

Breve post per dire che è online il mio guestpost di Marzo per Principesse Colorate, in cui parlo di una cosa che per la me ‘bambina’ era letteralmente magica: disegnare. Da grande ho dedicato poi più tempo alla grafica che al disegno, ma il fascino che ha un foglio bianco, che sia virtuale o no, è sempre lo stesso.

I grandi, poi, spesso non si fanno gli affari loro. Qualcuno ti dice che bisogna colorare nei bordi, un altro che il disegno è bello ma se lo rifai è pure meglio. E allora? Il momento del disegno è quello in cui un bambino può dare libero sfogo alla fantasia o no?

Mi sono chiesta questa cosa. Se vi va di dare un’occhiata, l’articolo è: Fogli bianchi e colori. Tutta la creatività dei bambini non deve avere regole

‘Energia’

Dunque?

Eccomi qui.

A dir la verità, ero lì fuori a cercare quel pensiero nuovo che ad inizio anno era mancato all’appello.

Poi è successo che, una volta trovato, mi si è attaccato addosso e ha iniziato a trascinarmi in giro e non sono riuscita a fermarmi più.

Per fortuna.

Questo pensiero in realtà è concentrato tutto in una parola sola. La parola ve la dico tra poco. Vi spiego prima da dove è arrivata.

A fine Gennaio mi sono iscritta alla newsletter di Susannah Conway grazie al suggerimento di Fabiana Pozzi. Chi sono, direte. Fabiana è una Counselor e Floriterapeuta, ma soprattutto è una donna simpaticissima e piena di risorse, dalla quale ho imparato tanto. Ci siamo conosciute tramite Principesse Colorate e attraverso le sue newsletter e la sua pagina Facebook ho ricevuto un sacco di spunti interessanti. In una delle sue newsletter parlava di Susannah e del suo Find Your Word 2017. Si tratta di una serie di brevi esercizi di riflessione che servono a trovare, appunto, la propria parola dell’anno. Sembra uno di quei giochini da rivista che si fanno ad inizio anno mentre si aspetta il proprio turno dal parrucchiere e, lo ammetto, inizialmente ho pensato di cimentarmi solo per curiosità e non perché avessi davvero capito cosa significasse. Perfino quando ho trovato la mia ci ho messo un po’ a farlo.

Cos’è davvero la propria parola dell’anno? Altro non è che un pensiero condensato e che rappresenta ciò di cui abbiamo più bisogno per riuscire ad essere al meglio di ciò che siamo: è una guida, un’ispirazione. Potrebbe essere anche un risultato già raggiunto e che vogliamo far in modo sia sempre presente nei giorni a venire. La si trova semplicemente riflettendo sul punto di vista da cui vorremmo riuscire ad affrontare le nostre sfide e raggiungere i nostri obiettivi.

Ad inizio anno io mi sentivo praticamente una tabula rasa. Una nave appena sopravvissuta a delle tempeste spaventose e che necessitava di qualche riparazione e soprattutto di una nuova direzione da seguire. Ne avevo abbastanza delle zavorre che mi avevano appesantita a tal punto da impedirmi di fare anche un solo passo, dei pensieri negativi, delle paure. La mia prospettiva doveva cambiare e trovare una parola che in qualche modo potesse riassumerla mi è sembrata un’ottima idea.

Susannah da’ modo di trovare la propria parola mettendone a disposizione qualche decina tra cui scegliere o da cui farsi ispirare. Invita a giocarci e a rifletterci su, ad immaginarne i sinonimi e i contrari. Così, quasi alla fine del ‘gioco’ mi ero ritrovata con un post-it su cui avevo annotato:

Amore, Accettare, Coraggio, Valore, Potere, Dinamico.

Giravano tutte intorno ad un’altra parola che però non riuscivo ancora ad individuare. In particolare ‘Dinamico’ vibrava più delle altre. Tuttavia non centrava completamente la sensazione che avevo dentro e che, a questo punto, scalpitava affinché le dessi finalmente un nome. Allora, riflettendo su Dinamico, mi è venuta in mente Energia. In quel momento sono saltata dalla sedia. Era lei la parola giusta e aveva a che fare con tutte le altre e l’ho annotata sul post-it. Nei giorni seguenti quasi dimenticai questa storia delle parole. Ero troppo presa da un mare di impegni che occupavano i miei giorni completamente, come mai nel periodo tra Gennaio e Febbraio mi era mai successo, anzi. E’ sempre stato per me il peggiore dell’anno. Un periodo in cui solitamente sono scocciata e depressa. Questa volta, invece, stavo riuscendo a realizzare e a portare a termine un sacco di cose.

Energia!

Ho buttato un occhio sul post-it e la parola era lì che mi guardava.

Non era stato un caso o soltanto un giochino frivolo.

L’energia l’avevo dentro ed era il mood nel quale già da settimane ero entrata senza rendermene conto. Ho sorriso e ho pensato che finalmente un’ispirazione per l’anno nuovo ce l’avevo.

L’unica cosa negativa è che siamo a Marzo e ancora non ne avevo scritto qui. Queste settimane sono trascorse in fretta e spesso a fine giornata provavo a mettermi qui al pc per scrivere ma ero troppo stanca per farlo.

Vi assicuro che alle volte si passa attraverso periodi così bui che perfino quella stanchezza lì ti piace. Significa che finalmente hai ricominciato a vivere davvero.

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Foto personale