Sintomi di civiltà

Per la verità in questi giorni mi sto godendo alla TV le immagini di Conte che corre da una parte e dall’altra con la faccia concentrata di uno che sta cercando la soluzione ad un problema, al posto di quelle quotidiane dei politici delle varie fazioni che giocano a scoppiare palloncini agli avversari che in risposta tirano loro un dito nell’occhio e così via, senza fine.


Da un lato penso che un eccesso di entropia in un sistema fa si che prima o poi accada qualcosa che costringe il sistema stesso ad un nuovo equilibrio.

Per dire: i medici non fanno che ripetere in quale banalità consiste la prevenzione al coronavirus, ovvero rispettare basiche norme igieniche. Una sorta di ritorno, quindi, a quelle stesse cose che più o meno diceva sempre anche mia nonna.

Riepilogando, il Governo che lavora, la gente che non starnutisce dove capita, i treni che profumano di pulito…
Insomma, se non fosse stato per la bambina sovragitata che ieri mattina mi ha accusata di aver saltato la fila alla cassa mentre sua mamma guardava il tonno sullo scaffale e si trovava almeno a tre metri dall’ultimo carrello in fila e ripeteva “Mamma mamma, ma ci siamo prima noi vero? Vero? È passata avanti, ci siamo prima noi!” e la mamma che non mi ha tranquillizzata rispondendomi “No non ti preoccupare, è lei che ha troppo senso della giustizia” avrei detto che da tutta questa storia c’era la possibilità di uscirne migliori di come eravamo prima.