A raccontare dalla pioggia

Qualche notte fa ho sognato che pioveva e io correvo fuori da una casa e allargavo le braccia sotto la pioggia sorridendo, mentre dal balcone mia madre mi intimava di rientrare e le mie zie scuotevano la testa infastidite. Ho sentito proprio l’acqua sulla pelle, l’aria fresca, la sensazione di libertà che mi avvolgeva. Quando mi sono svegliata c’era il solito Sole già bollente di prima mattina, ma quella pioggia notturna mi aveva regalato un altro spirito per affrontarlo.

Mi sono accorta che negli ultimi due anni ho scritto di tante sensazioni, pensieri, ma ho accuratamente evitato di parlare di sentimenti. Ho riletto un po’ gli ultimi post come volessi cercarmi, ma non ho trovato nulla. Eppure per dei mesi ho vissuto qualcosa di molto simile ad una relazione. Però non l’ho mai indagata. Ne ho fatto qualche accenno, ma nulla di più. Forse perché è stata una piccola isola di pace in una tempesta di altre preoccupazioni, ma non mi torna, perché anche la pace si può raccontare, mica sempre e solo il dramma. Forse perché l’ultima volta che ho parlato di amore qualche vigliacco anonimo ha pensato di redarguirmi in privato e inconsciamente mi sono chiusa. Forse perché non sapevo nemmeno bene io cosa fosse e per lo stesso motivo è anche finita.

E’ pericoloso perdersi dei pezzi, perché poi capita che mentre torni a casa a notte fonda un po’ brilla vai troppo indietro con la mente e ripensi ad un altro sogno, nel quale incontravi qualcun altro, lungo una strada buia, mentre usciva da un ristorante dopo una cena, poche parole per chiedersi come stai, assicurarsi delle risposte e svegliarsi. E quel pezzo è l’unico a cui ho dato un nome. E’ come se tutto si fosse bloccato lì. Quello che è venuto dopo l’ho chiamato in tutti i modi possibili tranne che amore.

Allora vorrei capire dove mi trovo. Sono ancora lì, dove sapevo cosa non avevo o sono qui, dove non so cosa ho avuto davvero?

Oggi è venuta giù una pioggia bellissima. Ho lasciato le infradito all’asciutto e sono uscita sulla parte più esposta del balcone a buttarmi sotto le gocce fittissime, sentivo l’acqua fresca ovunque, ho zittito le voci nella testa che mi dicevano di rientrare, sono rimasta lì a ridere incredula e ho deciso di ricominciare a raccontare tutto dalla pioggia.