*… Ginny …*

Quella volta che mi chiedesti per gioco chi sarei voluta essere tra Hermione e Ginny, io risposi senza dubbio che avrei scelto la prima. Non trovavo ci fosse niente di meglio che essere la migliore amica di Harry, intelligente, astuta e decisamente più carina. E pensai che ne avremmo discusso, certa l’avresti scelta anche tu. Eravamo fatte della stessa pasta, in fondo, nonostante tu sfidassi le aspettative nei tuoi confronti, io me stessa. Tu scegliesti Ginny, invece. La  sua fidanzata. Secchiona ti ci sentivi già troppo, per desiderare di esserlo anche in un mondo inventato. Invece di farmi qualche domanda, tra me e me cantai vittoria per aver conquistato il posto al quale ambivo di più senza troppi sforzi. –La fidanzata, roba da femminucce– pensai. E poi alla fine son stati bravi ad illuderti che saresti potuta esserlo davvero. E ti hanno usata. Io soffrivo da morire nel vederti intrappolata tra le loro bugie senza poter far niente. Perché mi avevi allontanata tu. Che poi allontanata è dir poco. Da un giorno all’altro mi buttasti via come fossi la brutta copia di un compito appena ricopiato in bella. Quando trovai il coraggio di parlarti mi rispondesti –Boh, niente, sai le persone cambiano, le situazioni cambiano e a me nemmeno piacciono i cambiamenti-. Quasi volessi scusarti del fatto che all’improvviso di me non te ne fregava più niente. Non riconobbi la tua voce. Tirai contro il muro un tuo regalo e vidi in quanti pezzi era finita la fiducia che avevo in te. Capii che non ti avrei più disturbata e da allora non sappiamo più nulla l’una dell’altra. E’ solo che ogni tanto ripenso alla tua risposta. Non ebbi molto da risponderti al momento. Volevo solo che non te ne andassi via. Tanti anni fa.

Le situazioni possono cambiare, si. Le persone non cambiano invece. Le persone si conoscono. Se non ti ho più riconosciuta è solo perché non ti conoscevo abbastanza, non ti conoscevo a fondo. Non è vero che da un giorno all’altro si cambiano caratteri ed interessi. Non ci si comporta da perfetti estranei all’improvviso. Dipende tutto dalla luce che ci illumina. Al suo variare, si appare diversi. Si brilla diversamente, fuggono via ombre, se ne creano delle altre. E non credo si possa identificare il crescere, l’evolversi, con il cambiare. Le prime due cose avvengono così lentamente da non giustificare comportamenti all’improvviso così diversi da quelli ai quali ci si abitua. Nemmeno tu conoscevi me. Sapevi per cosa mi arrabbio o per cosa provo orrore, o come reagisco ad una sconfitta, con quale colore di capelli non sarei mai voluta nascere? Avresti saputo leggere ansia o imbarazzo o dolore sul mio volto? Sapevi che ti odiavo quando mi costringevi a giocare a scacchi a memoria? Sapevi qualcosa di me che non conoscevo neanch’io? E per di più sono certa anche del fatto che le persone non si cambiano. E’ stupido credere che sia possibile. E non è nemmeno giusto. Non ci si sveglia una mattina iniziando ad essere diversi da se stessi. E se capita, non dura. Se si diventa diversi è perché ci si sente ispirati a farlo, al massimo. Può capitare di vedere in un altro qualcosa che ci manca, qualcosa che ci completa e sentire quella spinta fortissima a voler rendersi una persona migliore. Esistono persone di cui basta la sola presenza per riuscire a vedersi speciali e unici. Persone che ti fanno stare bene. E potresti esplodere di vita quando ci sei accanto. Quando la tua anima le è accanto abbastanza. Quella distanza non può che restare costante se manca la volontà di conoscersi. E in quella specie di cortile interno si alzano muri che, certo, si possono perfino abbellire con piante rampicanti, ma sempre muri restano. Che non hanno nemmeno un mattoncino fuori posto per permettersi di scambiare qualche parola di tanto in tanto. Si resta ai due lati diversi di troppe domande, troppi dubbi, troppe cose non dette, non capite. Senza comunicare poi, accade una cosa strana. Non ci si parla eppure si cerca di capire ugualmente. Di comprendere cosa accade. Darsi una spiegazione. Allora si inizia a fare qualche passo indietro. Ci si allontana come quando si vuole scattare una fotografia ad un panorama molto ampio. Per cogliere quante più cose è possibile. Si riesce anche nell’impresa, si, ma la distanza diventa man mano sempre più grande. Si va letteralmente e inesorabilmente via.

E chissà, mi chiedevo, anche, tra le altre cose, sapevi almeno che avrei scelto di essere io Ginny, fosse stato per farti felice?

*… The Moon …*

Io preparo macchina fotografica e cavalletto. I mezzi non sono chissà che, ma già una volta i risultati sono stati buoni.
Basta anche solo tenere gli occhi ben aperti e prepararsi alla meraviglia di una luna, stasera e domani sera, più grande del solito. Non è un evento tanto raro o eccezionale, ma quando si può godere della bellezza di certe cose, meglio esserci!
Sul web si litiga tanto sul colore che dovrebbe assumere… Si dice sarà rosa, però immagini troppo ritoccate stanno facendo rabbrividire gli scienziati che ci tengono a specificare che non sarà di nessun colore diverso dal solito. Solo più grande.

L’anno scorso però riuscii ad immortalare un evento del genere e la luna era effettivamente di riflessi violacei. Un po’ come quella sullo sfondo di questo blog! Poi non dite che la realtà non possa superare la fantasia qualche volta, eh…
Per cui potrebbe davvero essere colorata, anche se non di quel rosa confetto/Barbie che stanno facendo girare sui siti.
In ogni caso la luna esercita sempre il suo gran fascino e mi ricorda sempre quella frase del genere ‘se guardiamo tutti la stessa luna non siamo poi così lontani’ (che poi ho scoperto essere di Baglioni, e vabbè…), che a ben pensarci è una cosa stupenda, e un po’ da capogiro, perchè se velocemente si pensa a quanto sia immenso l’universo, quanti altri pianeti ci sono, ognuno con le proprie lune e poi si volge lo sguardo alla nostra, ci si sente all’improvviso piccoli e confinati in un angolo di spazio infinito.
Ancora di più se la luna si trova alla minima distanza dalla Terra, quest’effetto si amplifica… Il mondo sembra davvero più piccolo.

Riporto anche l’articolo del Corriere:

Il weekend in arrivo, quello del 22 e 23 giugno, non sarà solo il primo finesettimana di estate, ma anche quello della «superluna». Fra sabato e domenica il mondo potrà osservare la luna piena più luminosa dell’anno, perchè il nostro satellite si troverà al perigeo, la sua distanza minima dalla Terra. La Luna apparirà del 14% più grande del normale e la maggior parte degli osservatori potrà notare la differenza. A ogni perigeo lunare si registra un lieve aumento delle maree.

Inoltre mi sono ricordata del cortometraggio Disney-Pixar “La Luna” del 2011, diretto scritto e sceneggiato da un italiano, Enrico Casarosa. Tenero, magico e significativo, come sempre quando si tratta di questi geni dell’animazione, che sanno sempre come far sognare ad occhi aperti… Un po’ di magia non guasta mai, per cui, buona visione (: