La fata che intervistò l’unicorno

10353115_749818311721076_6113276420766750625_n.jpg

Ogni tanto qualcuno mi chiede il significato di Bloom, il mio nickname.

No, non sono fan dell’omonimo Orlando. Carino, per carità, ma non c’entra.

Al momento di pensare ad un nome che dovesse rappresentarmi qui sul web, mi venne in mente quello di un personaggio di un cartone animato che avevo amato molto, Winx. Un po’ Sailor Moon, un po’ Harry Potter. Insomma, alla fine la mia scelta cadde su Bloom, la protagonista della storia. L’ultima fata proveniente dal pianeta Terra.

Così, una cosa modesta.

Bloom era quella che sapeva governare il fuoco, risolvere i problemi di tutti, avere a che fare con chi sulla Terra ormai non credeva più alla magia. Mi piaceva un sacco. Pensai che fosse perfetta come ispirazione. Sarebbe riuscita a ricordarmi di non restare mai troppo con i piedi per terra.

A ventotto anni appena compiuti credo di aver ottenuto l’effetto che speravo.

Solo che poi, ecco, succedono cose strane.

Cose surreali. Però verosimili.

Forse direte di no e non vi si potrà dare torto. Diciamo che dipende dal punto di vista e forse alla fine sarete d’accordo con me. Un pochino. Se no, almeno sarà stato divertente. E un po’ folle. Folle, come può esserlo per una con un nickname così.

Parlavamo appunto di non restare mai troppo con i piedi per terra. Dunque?

Ah, no. La domanda è un’altra. Cosa?

Cos’è che sarà divertente, folle, assurdo, misterioso e forse anche un po’ vero?

Un po’ di suspense. Okay.

Incontrare e, ahimè conoscere, l’ultimo esemplare di unicorno maschio rimasto sulla Terra.

… ?

Eh no però. Non mi dovete ridere proprio adesso.

Nel prossimo post ve lo presento. Un’intervista. Così, da fata ad unicorno.

Ah! State ridendo!

Lo sapevo.

Abbiate fede, poi mi direte.

Aah, non posso dir di più.

Sul serio, sul serio.

Poi mi direte.

Questo mondo che non è più magico come il mio

HP1_HagridHarry_boat-xxlarge

Lo ammetto, io sto ancora aspettando che arrivi il gufo con la mia lettera.

Ma si. La lettera. Quella che dice che sono stata ammessa ad Hogwarts.

Per chi non sa, si tratta della scuola di Magia e Stregoneria di Harry Potter. 

Lo so, doveva arrivarmi a undici anni. Quell’anno in realtà ebbi in regalo il primo libro della saga, che lasciai sullo scaffale per mesi perché la copertina non mi piaceva per niente. Ero una bambina molto curiosa per cui alla fine cedetti e iniziai a leggere il primo capitolo. Me ne innamorai talmente tanto che una volta finito mi misi a rileggerlo ad alta voce per convincere mio fratello ad iniziarlo a sua volta. Lui poverino si stufò, me lo tolse di mano e lo fece davvero. Se ne innamorò anche lui.

Quella storia mi ha accompagnata per tutto il periodo delle scuole fino all’università. Ci sono cresciuta e come me tantissimi della mia generazione. Credo che in qualche modo chi è stato fan della saga ormai abbia qualcosa dentro di diverso rispetto a tutti gli altri. Siamo tutti stati in un posto magico per anni. Siamo tutti stati ad Hogwarts per davvero. Perché Hogwarts ti accoglie sempre quando ne hai bisogno e a undici anni ne hai molto. Devi imparare che la realtà in fondo puoi sfumarla tra le righe di un libro che poi di fantastico ha ben poco. Alzi la mano chi non ha mai provato la sensazione di vivere sul serio una storia mentre la stava leggendo.

Harry Potter non è magia, incantesimi, leggerezza e allegria. No. A quell’età forse per la prima volta abbiamo capito cosa significa trovarsi soli di fronte alla paura e al dolore. Abbiamo letto per la prima volta di morte e ingiustizia. Terrore, coraggio, scelte, regole. Noi fan siamo diventati grandi in silenzio e di nascosto dagli occhi degli adulti.

Anni dopo l’uscita del settimo e ultimo libro della saga, la scrittrice Rowling ha pubblicato un ottavo libro, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede che è il testo di uno spettacolo teatrale, il seguito della saga. Harry ha ormai quarant’anni e i suoi figli, insieme a quelli dei suoi amici, sono a Hogwarts. C’è una maledizione e la possibilità che la storia venga riscritta, che il mondo di terrore di Voldemort si realizzi davvero. Padri e figli si ritrovano a combattere insieme, anche contro le incomprensioni che li separano.

Ho appena finito di leggerlo. Potete immaginare con quale emozione. Eppure qualcosa nel libro stonava e non ho ben capito perché.

Forse perché si tratta di un testo teatrale ed è decisamente meno scorrevole di un romanzo e ho fatto fatica ad immergermi totalmente nella lettura.

Ho trovato un po’ di cliché su quel che può essere un rapporto padre-figlio. Specie se il padre è Harry Potter. La cosa peggiore però è che i figli di Harry, Ron ed Hermione sono… strani. La Rowling e gli altri autori hanno attribuito loro dei linguaggi troppo sdolcinati. Allo stesso tempo sono superbi, credono di sapere tutto, danno per scontato quel che hanno intorno. Insomma, non li riconosco. Nei loro genitori, a suo tempo, mi sono identificata. Mi somigliavano.

Lo so, state pensando che mi lamento di una cosa ovvia. I figli di Harry, Ron ed Hermione appartengono ad un’altra generazione. Non più la mia.

Mi chiedo se forse, ma forse eh, io stia invecchiando.

Mi chiedo se i ragazzini di oggi siano davvero così ottusi da non riuscire a vedere la magia, qualsiasi cosa essa sia, ma solo la punta delle loro dita appoggiate su dei touchscreen piatti come la realtà che percepiscono.

Soprattutto, però, mi chiedo dove diavolo sia finita la MIA lettera.

nq47io

Post Giocoso #3: Tag Whatsapp – Contatti Momentanei

tw

Grazie a scrittore55 per avermi scelta per questo tag un po’ diverso dal solito e intrigante, chissà quante volte è capitato di star lì ad immaginare situazioni del genere ed è l’occasione questa per giocarci un po’ su 🙂

Le regole sono:

– Utilizzare il logo

– menzionare chi ha creato il Tag (mi scusi il creatore/creatrice ma non ho capito chi è)

– inviare i “messaggi e/o immagini”

– nominare 10 blogger ed avvisarli della nomina

Tag: Come vi sentireste se, stasera, aprendo l’App di WhatsApp un insolito messaggio vi avvertisse della presenza di “Contatti Momentanei” a cui sono associati “nomi” e non numeri telefonici, ai quali (dalla mezzanotte al sorgere del sole) sarà possibile inviare un messaggio e/o immagine? Gli “intrusi” sono 10 e sono i seguenti:

1) Una persona di cui hai perso ogni traccia. Le direi che in fondo se ci siamo perse un motivo c’è e non si poteva far altrimenti. Le chiederei come sta, cosa sta facendo adesso e se le è capitato di incontrare qualcuno che abbia scombinato i programmi della sua vita costringendola a seguirlo attraverso strade che neanche immaginava esistessero. Le direi che a me è successo ed è stato rischioso e bellissimo, anche se è qualcosa che assolutamente non mi servirà in nessun curriculum.

2) Un’amica scomparsa. (o amico): Nessuno che sia scomparso in quel senso, quindi passo

3) Un/a parente stretto che non c’è più. Direi ai miei nonni che mi mancano.

4) Qualcuno che può svelarti un segreto del tuo futuro. Di non provarci nemmeno a farsi scappare qualcosa di bocca, mi metterebbe l’ansia.

5) Qualcuno a cui vuoi chiedere “scusa”. Chiederei scusa ad una persona che non sempre riesco a comprendere come vorrei e dovrei. Solo che è difficile e non servirebbe nemmeno whatsapp.  

6) Qualcuno a cui vuoi gridare una verità scomoda! Gli/le direi (si, ci vorrebbe più di una chat) di cercare la fonte del proprio malumore e insoddisfazione tra le proprie scelte di vita, piuttosto che tra quelle degli altri. In breve, di non rompere.

7) Un personaggio del “passato”.  Chiederei a qualche faraone se davvero avevano inventato qualcosa di simile ad una lampadina o se avevano ricevuto visite da navicelle spaziali. Così Giacobbo si metterebbe l’anima in pace e io con lui.

8) Un personaggio del “presente”. Chiederei alla Rowling di scriverci anche un libro sull’ottava storia di Harry Potter che verrà soltanto messa in scena a teatro. Sarebbe anche una bella esperienza, ma ci siamo innamorati di quel mondo attraverso i libri e sarebbe più giusto per i fan di tutto il mondo.

9) Un personaggio del “futuro”. Vorrei sapere da qualcuno se hanno inventato poi il monopattino a levitazione magnetica, così inizio a mettere da parte i soldi 😀

10) Il SIGNORE o il destinatario della tua FedeGli farei notare che, è vero, la divinità è da ricercare in ognuno di noi, solo che alcuni credono di essere davvero dei padreterni per cui, nel passare il messaggio deve esserci stato qualche errore di interpretazione. 

Per questo tag nomino:

gigifaggella

AncoraIo

Aida

Kikkakonekka

Stefan Riznic

PS. Mi sono iscritta da pochissimo su Pinterest e mi chiedevo se qualcuno di voi è anche lì. Sto cercando ancora di capire come funziona, ma sembra carino 🙂

Mega Post ‘Giocoso’: Liebster Award 2015 E Leggi e Vivi Tag Di 25 Domande Sui Libri

Pensavo fossero due giochi diversi anche se si parla sempre di libri, poi ho letto meglio e mi sono accorta che in effetti non lo sono e avevo fatto confusione! Creo un unico post per rispondere a tutto comunque, visto che l’argomento è lo stesso e mi piace 🙂

Dunque, andando per ordine …

Grazie a Chiara di A zonzo fra le pagine per la nomina al Liebster Award 2015 🙂 Procedo a rispondere alle domande poste da lei:

1) Avete l’abitudine di leggere più volte un romanzo? Se si quale romanzo è stato oggetto di questa psicosi?

Abitudine no… Però mi è capitato con la saga di Harry Potter, follia allo stato puro, ho riletto 3 volte i primi due, due volte il terzo e il quarto, poi mi fermai lì causa altri impegni, ma il desiderio di riprendere la ri-lettura c’è ancora anche se è passato tanto tempo… Per quei libri ho un amore incondizionato!

2) Dovete regalare un libro sapendo che colui o colei che lo riceverà ama il genere drammatico, qual è la vostra scelta?

Mmm… Non saprei. Cercherei un thriller, però al momento, anche se è un giallo, mi viene in mente 10 Piccoli indiani di Agatha Christie che è pazzesco dal punto di vista della suspense e per il finale quello si privo di lieto fine!

3) Leggi perchè…..?

C’è un altro modo per vivere qualche ora in un mondo diverso da questo? 🙂

4) Come appuntate i brani dei libri che più vi piacciono?

Da qualche tempo ho preso a mettere orecchiette alle pagine che li contengono, promettendomi di tornarci e ricopiarli, ma spesso però torno solo a rileggerli quando mi ronzano in testa.

5) Kindle mania? Lo avete? Se si, avete registrato un aumento del numero di letture?

Ho l’app Kindle di Amazon, che è stata necessaria per qualche e-book …  Non la adoro comunque, anzi preferisco i libri di carta sempre xD

6) Programmazione dei post: quanto è importante per un blogger?

E’ importante se si vuole tenere un certo ritmo, indispensabile… Allo stesso tempo toglie spontaneità e visto che non sono un giornale non programmo niente, al massimo prendo nota mentalmente dell’ultima volta che ho scritto e di quando vorrei farlo di nuovo … e poi capita di scrivere due post in un giorno o tre in due mesi 😀

7) Quale particolare ti affascina più delle librerie?

Mi piacciono le persone che vagano in religioso silenzio e rispetto degli altri. Quasi non accade più nemmeno nei luoghi sacri… L’atteggiamento di riverenza nei confronti di scaffali e libri fa si che ognuno possa sentirsi a proprio agio qualunque sia il genere che preferisce ed è bello secondo me.

8) Avete a disposizione un coupon di 50 euro: per quali romanzi opteresti?

Ho una wishlist proprio sul desktop del pc…! Ovviamente poi vengo presa da qualcos’altro e quella resta lì ad ingigantirsi. Penso che se avessi un coupon del genere prenderei tutti i libri di Richard Bach che mi mancano comunque 😀

9) Quale libro consiglieresti al tuo peggior nemico?

Qualcuno dei miei libri preferiti ovviamente 😀

10) Hai 2 minuti per convincere una persona che leggere è vita. Cosa le diresti?

Le direi che potrebbe lasciarsi incuriosire da un genere o da un titolo, farsi un giro in una libreria e immaginare che qualcuno di quei libri potrebbe avere risposte ad alcune delle domande che la tormentano. Potrebbe avere un colpo di fulmine con qualcuno di loro così come potrebbe non accadere proprio niente. Le direi di darsi l’opportunità di scoprire un mondo in cui ognuno di noi può trovare una propria dimensione, personalissima, soltanto.

REGOLE DEL GIOCO:

Ringraziare il blog che ti ha nominato.

· Rispondere alle 10 domande.

· Nominare altri 10 blog.

· Porre 10 domande.

· Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Perdonatemi se ne scelgo solo 5 perché ho delle nomine da fare anche per l’altro gioco e giro le stesse domande alle quali ho risposto io… Ecco i blog, spero vi faccia piacere partecipare sempre così per divertirci a conoscerci meglio 🙂

crisnelpaesedeilibri

antoniodileta

elenagozzer

ilperdilibri

lazonafrank

______________________________________________________________________________

Il secondo gioco a cui sono stata invitata a partecipare è Leggi e Vivi Tag di 25 domande sui libri creato da raccontidalpassato e ringrazio Erik di Occhi al futuro per avermi nominata 🙂 Ecco le domande:

1) Come scegli i libri da leggere?

Di solito hanno un’attinenza con un mio stato d’animo o qualcosa che mi ronza in testa. In genere comunque mi guida la curiosità o certe volte dei veri e propri colpi di fulmine!

2) Dove compri i libri: in libreria o online?

Principalmente in libreria, online se quel libro lì non è presente.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

No, mi capita di acquistarne anche mentre ne sto leggendo un altro. Se me ne capita tra le mani uno che cercavo non me lo lascio scappare!

4) Di solito quando leggi?

La sera prima di andare a dormire, o al massimo di pomeriggio se ho del tempo libero. Non mi piace leggere di mattina, ho questa fissa quasi da sempre!

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

No, se voglio quel libro non importa quante pagine abbia… nel caso ci metto solo più tempo a finirlo xD

6) Genere preferito?

Non ne ho uno in particolare, un tempo avrei detto i gialli, ma adesso romanzi più in genere.

7) Hai un autore preferito?

Si, ed è Richard Bach *_*

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

I libri mi hanno incuriosita e affascinata da sempre, per quel che ricordo, anche se non sono una lettrice assidua come vorrei comunque…

9) Presti i libri?

Eeeehm. Nota dolente! Sono gelosissima dei miei libri, li presto se so che quella persona ne avrà cura come farei io xD

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Assolutamente uno per volta. Non riesco proprio a lasciare le cose in sospeso…

11) I tuoi amici/famigliari leggono?

Si, i familiari meno, i miei amici sicuramente.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Non penso di poter fare una media… alcuni libri sono rimasti sulla mia scrivania per mesi, altri solo pochi giorni… dipende da un milione di variabili!

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Ehm, si. Solo che sono un po’ cecata e spesso lascio perdere per non sembrare fissata!

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Tra quelli che ho letto e conosco senza dubbio il Gabbiano Jonathan Livingston di Bach. Lui ha salvato la vita a me, non potrei non ricambiare.

15) Perché ti piace leggere?

Domanda simile a quella dell’altro gioco… Semplicemente non c’è altro modo per vivere esperienze e avventure che mai e poi mai potrebbero capitare nella realtà. Inoltre quando si legge ci si trasferisce temporaneamente altrove e quando si torna, come da ogni viaggio, casa propria sembra un posto diverso, più stimolante, con altre opportunità e si vive guardando le cose con occhi nuovi.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Si anche in prestito. E’ stato sempre un modo per fare scoperte interessanti visto che di mio quel libro per milioni di motivi non lo avrei mai preso. Inoltre una volta letto e restituito devo comprarlo… Non riesco a non avere libri che ho letto xD

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Ebbene… questa è una grave macchia nella mia carriera da lettrice. Non ho mai finito Uno, nessuno e centomila di Pirandello. Anzi, lo cominciai appena e lo abbandonai perché non riuscivo a concentrarmici su. Era più forte di me. Per mia difesa forse posso dire che ero troppo piccola per una lettura del genere, però ho intenzione di riprenderlo!

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

No anzi è raro che trovi una copertina che mi piaccia, nonostante adoro il libro. Infatti quando da piccola ebbi in regalo il primo libro di Harry Potter lo lasciai sullo scaffale per settimane prima di iniziarlo. La copertina davvero non mi ispirava xD

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Nessuna, però grazie al mondo di wordpress ho avuto la possibilità di conoscere qualche casa editrice indipendente, di quelle fuori dai grandi marchi ma valide e professionali e con titoli interessanti.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Si, specie se si tratta di un viaggio lungo. E’ bello sapere di avere con sé sempre quella porticina che ti fa fuggire dal mondo per un po’.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

La saga di Harry Potter decisamente…

22) Come scegli un libro da regalare?

Beh prima di tutto deve essere un libro che ho già letto. Secondo cerco di capire se è nelle corde della persona a cui vorrei regalarlo, se potrebbe apprezzarlo e ha qualche attinenza con lei.. Un libro è il regalo più bello che si possa fare, ma si tratta anche di una scelta delicata perché è un po’ come regalare anche un pezzetto di se stessi all’altro.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Si è ordinata per autori preferiti. Ho intenzione però di cambiare, non so ancora come 🙂

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Le leggo anche se non le adoro. Interrompono la lettura, ma delle volte sono necessarie per capire cosa si sta leggendo.

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Una volta le leggevo, così per andare in ordine, ma mi sono resa conto che mi annoiavano troppo e non vedevo mai l’ora di iniziare il libro vero e proprio… Adesso le salto alla grande, ci torno quando finisco di leggere il libro di cui ho già un’idea personale.

 

Eccoci alle regole, che sono praticamente le stesse:

-nomina almeno 5 blog a cui fare le domande
-cita sempre il blog che ha creato il tag
– ringraziare con un articolo il blog che ti ha taggato
– avvisare i blog che hai taggato

lo stesso vale per i blog che nomino qui, sarebbe divertente conoscervi meglio partecipando al gioco, se vi fa piacere 🙂

laurarosa3892

raffaelepetrillo

lasteledirosetta

zzzorro

lucia250

 

 

Giuro Solennemente Di Non Avere Buone Intenzioni

A me la storia che in WordPress ci lavorino i folletti all’inizio non è che mi aveva convinta tanto, poi mi sono ricordata che il mio nick non è altro che il nome di una fata e diciamo ci ho ripensato su. Anzi, mi sono sentita quasi in famiglia. Ah proposito di famiglia, sempre WordPress dice che i due post più letti quest’anno sono stati quelli scritti l’anno scorso. No, no, lo so, non è normale, per niente. Ohana, che parla appunto di famiglia e Una Cosa Bella E’ Una Gioia Per Sempre che parla d’amore. E giusto poi per mettere il dito nella piaga suggerisce di scrivere di più su questi argomenti, hai visto mai che alla fine del 2015 i folletti troveranno che i post più letti sono quelli scritti proprio nel 2015. Divertente cari folletti, davvero divertente, ha-ha.

Famiglia e amore. Che poi non credo conti tanto ciò che scrivo io quanto ciò che cerca chi ha voglia di leggere. O chi va su google per soddisfare qualche curiosità su Keats. In ogni caso il suggerimento me lo tengo, anche perché sono temi in cui finisco spesso. Quest’anno poi si può dire ci sia più che altro inciampata, caduta e rotolata su, forse affinché capissi che ho la testa più dura di quanto pensavo, ma anche per imparare a rompermi, credo. Si perché avete presente i crash test delle auto? Si è dimostrato che più è rigida la carrozzeria, più chi è all’interno rischia di farsi male davvero. Se invece riesce ad assorbire gli urti deformandosi, distruggendosi, entro un certo limite ovvio, allora è più sicura. Forse siamo fatti anche noi così. E’ sempre una questione di equilibrio. Devi cascare per rialzarti, circondarti di buio prima di far caso anche alla luce. Il restare in bilico, il grigio non è fatto per chi ha voglia di comprendere e di vivere e soprattutto tracciare la propria personalissima strada. Non ricalcare quella di qualcun’altro, non scopiazzarla dai discorsi sentiti in metro. La propria e basta.
E così se penso alla parola famiglia adesso associo quella cambiamenti. Quelli nelle persone. Cambierà anche la casa, la città. Si aggiungerà ancora qualcuno, si sentiranno un po’ più lontani altri. Io dovrò trovare il mio spazio vitale in tutto questo. E’ una sfida che mi guarda dritta negli occhi e il mio viso non nasconde un po’ di timore non appena distolgo lo sguardo. E’ normale forse. Sono certa almeno del fatto che per star bene con gli altri devo star bene con me stessa prima.
Riguardo l’amore mi viene in mente silenzio. Credo si sia messo buono buono in un angolo, al caldo, che sta perfino nevicando qui, che se nevica qui è davvero un fatto straordinario credetemi, ha finito le parole ed è pure abbastanza confuso. Ogni tanto abbraccia un cuscino e si perde a pensare. Vorrebbe trovare la propria briciola di mondo da cui brillare liberamente e nel frattempo si accontenta delle luci natalizie. Desidera specchiarsi di nuovo negli occhi che hanno saputo guardarlo davvero o anche soltanto farsi saggio, come piacerebbe ad Hesse.

Di liste e propositi per i nuovi anni non ne ho mai fatti. Al massimo mi dico quali sono gli obiettivi da raggiungere volta per volta. Siccome l’anno scorso è cominciato male come non mai e qualche obiettivo è rimasto in coda nonostante le buone prospettive, quest’ultimo giorno di dicembre ho deciso di cambiare strategia per il nuovo anno e rifacendomi al motto che serviva nel terzo libro di Harry Potter per svelare la Mappa del Malandrino che serviva a cavarsela in circostanze spinose,  giuro solennemente di non avere buone intenzioni.  

Ecco.

Che poi è un po’ come augurarsi di avere coraggio e spirito di intraprendenza, voglia di fare e di rischiare.

Grazie bloggers che ancora mi sopportate (si, sempre i folletti me l’hanno riferito) e auguri affinché possiate avere il coraggio che vi occorre per essere semplicemente e straordinariamente voi stessi.

Ps: numeri a parte cari folletti vorrei sapere perché in tutti i blog nevica e nel mio fanno vere e proprie bufere. Bah.

*… Ginny …*

Quella volta che mi chiedesti per gioco chi sarei voluta essere tra Hermione e Ginny, io risposi senza dubbio che avrei scelto la prima. Non trovavo ci fosse niente di meglio che essere la migliore amica di Harry, intelligente, astuta e decisamente più carina. E pensai che ne avremmo discusso, certa l’avresti scelta anche tu. Eravamo fatte della stessa pasta, in fondo, nonostante tu sfidassi le aspettative nei tuoi confronti, io me stessa. Tu scegliesti Ginny, invece. La  sua fidanzata. Secchiona ti ci sentivi già troppo, per desiderare di esserlo anche in un mondo inventato. Invece di farmi qualche domanda, tra me e me cantai vittoria per aver conquistato il posto al quale ambivo di più senza troppi sforzi. –La fidanzata, roba da femminucce– pensai. E poi alla fine son stati bravi ad illuderti che saresti potuta esserlo davvero. E ti hanno usata. Io soffrivo da morire nel vederti intrappolata tra le loro bugie senza poter far niente. Perché mi avevi allontanata tu. Che poi allontanata è dir poco. Da un giorno all’altro mi buttasti via come fossi la brutta copia di un compito appena ricopiato in bella. Quando trovai il coraggio di parlarti mi rispondesti –Boh, niente, sai le persone cambiano, le situazioni cambiano e a me nemmeno piacciono i cambiamenti-. Quasi volessi scusarti del fatto che all’improvviso di me non te ne fregava più niente. Non riconobbi la tua voce. Tirai contro il muro un tuo regalo e vidi in quanti pezzi era finita la fiducia che avevo in te. Capii che non ti avrei più disturbata e da allora non sappiamo più nulla l’una dell’altra. E’ solo che ogni tanto ripenso alla tua risposta. Non ebbi molto da risponderti al momento. Volevo solo che non te ne andassi via. Tanti anni fa.

Le situazioni possono cambiare, si. Le persone non cambiano invece. Le persone si conoscono. Se non ti ho più riconosciuta è solo perché non ti conoscevo abbastanza, non ti conoscevo a fondo. Non è vero che da un giorno all’altro si cambiano caratteri ed interessi. Non ci si comporta da perfetti estranei all’improvviso. Dipende tutto dalla luce che ci illumina. Al suo variare, si appare diversi. Si brilla diversamente, fuggono via ombre, se ne creano delle altre. E non credo si possa identificare il crescere, l’evolversi, con il cambiare. Le prime due cose avvengono così lentamente da non giustificare comportamenti all’improvviso così diversi da quelli ai quali ci si abitua. Nemmeno tu conoscevi me. Sapevi per cosa mi arrabbio o per cosa provo orrore, o come reagisco ad una sconfitta, con quale colore di capelli non sarei mai voluta nascere? Avresti saputo leggere ansia o imbarazzo o dolore sul mio volto? Sapevi che ti odiavo quando mi costringevi a giocare a scacchi a memoria? Sapevi qualcosa di me che non conoscevo neanch’io? E per di più sono certa anche del fatto che le persone non si cambiano. E’ stupido credere che sia possibile. E non è nemmeno giusto. Non ci si sveglia una mattina iniziando ad essere diversi da se stessi. E se capita, non dura. Se si diventa diversi è perché ci si sente ispirati a farlo, al massimo. Può capitare di vedere in un altro qualcosa che ci manca, qualcosa che ci completa e sentire quella spinta fortissima a voler rendersi una persona migliore. Esistono persone di cui basta la sola presenza per riuscire a vedersi speciali e unici. Persone che ti fanno stare bene. E potresti esplodere di vita quando ci sei accanto. Quando la tua anima le è accanto abbastanza. Quella distanza non può che restare costante se manca la volontà di conoscersi. E in quella specie di cortile interno si alzano muri che, certo, si possono perfino abbellire con piante rampicanti, ma sempre muri restano. Che non hanno nemmeno un mattoncino fuori posto per permettersi di scambiare qualche parola di tanto in tanto. Si resta ai due lati diversi di troppe domande, troppi dubbi, troppe cose non dette, non capite. Senza comunicare poi, accade una cosa strana. Non ci si parla eppure si cerca di capire ugualmente. Di comprendere cosa accade. Darsi una spiegazione. Allora si inizia a fare qualche passo indietro. Ci si allontana come quando si vuole scattare una fotografia ad un panorama molto ampio. Per cogliere quante più cose è possibile. Si riesce anche nell’impresa, si, ma la distanza diventa man mano sempre più grande. Si va letteralmente e inesorabilmente via.

E chissà, mi chiedevo, anche, tra le altre cose, sapevi almeno che avrei scelto di essere io Ginny, fosse stato per farti felice?

*… And Put Up Your Head …*

 

“Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l’essere trascinato nell’arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell’arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch’io – pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio – e lo sapevano anche i miei genitori – che c’era tutta la differenza del mondo.”

[J.K.Rowling – Harry Potter e il Principe Mezzosangue]

* . . . Pensieri Erranti In Cerca Di … Un Pensatoio! . . . *

Io, il mio pc, il caffè, la radio accesa, qualche partita a scacchi e tanti pensieri che frullano per la testa. Un pomeriggio di Pasquetta di relax. Non sono tra quelli che si affannano ad organizzare per forza la gita fuori porta e anzi forse proprio perchè lo fanno tutti,  non me ne frega niente. In fondo a G. ieri non ho detto una bugia. Sono davvero rimasta a poltrire … per la prima metà della giornata. L’influenza di notte non mi fa dormire. Aveva esordito come spesso fa bella foto, che carina, sei venuta bene qui seguito da un interessamento su ciò che avevo in programma di fare oggi. Per fortuna la prima cosa che ho pensato non gliel’ho scritta. Il tempo di capire se fosse semplice curiosità o altro non c’è stato, percè in questi casi vanno in funzione i sistemi d’allarme. L’idea di uscire con qualcuno a cui non sono interessata mi manda in panico. Mi ha fatto ricordare quando tempo fa un tipo che conosceva mia zia faceva di tutto per farsi trovare da lei quando andavo a trovarla. Era un incubo. Una persecuzione. Tentava già di piacere a mia madre in maniera che, con mia zia, sarebbero diventate due le sue alleate. Ma per fortuna non ci riuscì. Una sera mi aiutò a prendere le pizze dal bagagliaio della macchina, ad un certo punto si girò verso di me e guardandomi disse -Comunque, complimenti per gli occhi…-.  ….. Complimenti per gli occhi? Ma mi prendi in giro? E che me li so fatti io? Complimenti di che? Al supermercato li avevano finiti azzurro chiaro, sai, così mi sono accontentata del ceruleo. E’ una figata però, cambiano con la luce e con il colore della maglietta. Altro che complimenti, dì pure che sono un vero genio. Dalla mia espressione dovevo avere proprio l’aria di una che aveva appena finito di dire tutte queste cose, lo notai dalla sua faccia, mentre invece mormorai un “grazie” e mi tenni alla larga da lui per tutta la sera. Poi non lo vidi più.

E’ più forte di me, non li reggo. Non come certe altre che conosco. Vorrei capire come fanno. C’è una tipa che su Facebook si vantava delle decine di richieste d’amicizia da parte di soli uomini che riceveva, tenendo a sottolineare il fatto che lo strano (!) fenomeno non era dovuto tanto alla sua bellezza, quanto alla sua personalità e sensibilità. Mi sono ripromessa di chiederle che reggiseno usa che fa sti miracoli, perchè dalla foto si notava solo quello.

Mentre pensavo queste cose, una delle soddisfazioni del secolo. Do’ uno scacco matto di pedone. E’ da quando mi allenavo a scuola con la squadra di scacchi che non succedeva. Una forza. Mi mancano quei pomeriggi, i campionati, i viaggi per le finali nazionali, le lotte che facevo con i capitani delle altre squadre, che al 70% erano lotte di occhiatacce mentre li sorprendevo a dare suggerimenti alle loro ragazze. Finita la scuola avrei dovuto continuare da sola e autofinanziarmi, però dovevo iniziare l’università e quindi non l’ho fatto.

Quello che dovrei iniziare a far ora, invece, è la valigia, mia madre passa e mi ricorda che mancano pochi giorni alla partenza. Torno alla realtà. Un bel viaggio in auto verso nord attraversando Lazio, Toscana, Liguria e Piemonte, per un matrimonio. Non vedo l’ora! Mi piace tanto viaggiare e vorrei farlo più spesso… Vorrei vedere Londra, New York, Toronto e tornare in nord Europa perchè ormai da quando ci sono stata, appena sento i primi profumi della primavera mi ricordo delle città che ho visitato, proprio in questa stagione, qualche anno fa. Per ora mi accontento di Torino, che pure è bella. Poi vorrei tornare a Courmayeur, conoscere altri posti della Valle d’Aosta e vorrei vedere le città della Toscana. Ecco, mi sono di nuovo persa a fantasticare.

Ovviamente la valigia non ho iniziato a farla. 😛 C’era uno spettacolo di cabaret al vicino centro commerciale e sono stata lì. Alla fine hanno dato spazio ad un gruppo rock emergente che non conosco. L’emozione della musica dal vivo… Straordinaria. Anche se i testi non mi colpivano più di tanto ascoltavo solo gli strumenti. Non fa nulla. Davanti ad un assolo di chitarra elettrica c’è solo da inchinarsi, la musica non ha colpa se il cantante di turno fa schifo (anche se non era questo il caso comunque). La magia di batteria, chitarra, basso e tastiera che ti fanno vibrare dentro come nessun’altra cosa al mondo!

Tra poco mi addormento scrivendo ahah Come spesso faccio quando troppe cose mi girano per la testa devo scriverle da qualche parte, come il prof Silente in Harry Potter quando estraeva i suoi pensieri con la bacchetta e li metteva in una specie di ciotola, il Pensatoio. Poi all’occorrenza se li andava a ripescare. E’ un po’ quello che mi piace fare qui ogni tanto. C’è anche un bel temporale, fuori, che mi aiuterà a dormire ….