Short #6

breathe respiro yoga meditazione anima

Chiudo gli occhi. Cerco di captare una scintilla, un pensiero, una sensazione. Qualcosa di vagamente piacevole che mi sostenga giusto il tempo che la fiducia torni a farmi vivere. Non arriva nulla. Mi interesso al mio respiro. Mi concentro sull’aria, immagino il punto più profondo da cui nonostante tutto riesce sempre a risalire. Apro gli occhi.
Proprio da lì, da quel punto, nasce la volontà.

 

Aria

Ho sempre, sempre pensato che se fossi una musica, sarei questa. Non so perché. Chiudendo gli occhi e ascoltandola riesco a ritrovarmi. Aria. Per respirare. Profondamente, ossigenando i pensieri. Per sentirmi leggera lasciando andare quelli negativi, vecchi, consumati e inutili. Leggera e quindi serena, libera.

Libera da quel senso di disagio che si ferma alla gola, delle volte, come un respiro trattenuto troppo a lungo.

Libera come un silenzio scritto con le dita su un vetro.

Libera di viaggiare nell’aria, come musica. Di sentirmi musica. E di correre più veloce di un sogno per aspettarlo al traguardo con un sorriso e tranquillizzarlo, che in fondo è andata bene, ci siamo ritrovati.

Aria.

*… “No Words..” …*

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“Quello che so è che cerchiamo la vita. Il nostro respiro non ci basta e vogliamo il respiro di un altro. Vogliamo respirare di più,vogliamo tutto il fiato di tutta la vita. Nella mia terra le persone che ami le chiami “ciatu miu”: “respiro mio”. Si dice che la persona giusta è quella che respira allo stesso ritmo tuo. Così ci si può baciare e fare un respiro più grande.”
[Alessandro D’Avenia]

 

 

*… Madness …*

E alla fine riprenderà anche fiato, come si trovasse alla fine di una lunga discesa sulle montagne russe.

E’ da quando inizia che prova ad … esplodere. Sembra che stia lì lì per riuscirci almeno due o tre volte. Poi si ferma, trattiene il respiro, prova a spiegarsi diversamente con altre parole, è lì per prendere la rincorsa prima del finale, altissimo ma aspetta ancora un po’, ancora qualche secondo, con un assolo, finchè non ce la fa più, non ne può proprio più, e allora…