Questo mondo che non è più magico come il mio

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Lo ammetto, io sto ancora aspettando che arrivi il gufo con la mia lettera.

Ma si. La lettera. Quella che dice che sono stata ammessa ad Hogwarts.

Per chi non sa, si tratta della scuola di Magia e Stregoneria di Harry Potter. 

Lo so, doveva arrivarmi a undici anni. Quell’anno in realtà ebbi in regalo il primo libro della saga, che lasciai sullo scaffale per mesi perché la copertina non mi piaceva per niente. Ero una bambina molto curiosa per cui alla fine cedetti e iniziai a leggere il primo capitolo. Me ne innamorai talmente tanto che una volta finito mi misi a rileggerlo ad alta voce per convincere mio fratello ad iniziarlo a sua volta. Lui poverino si stufò, me lo tolse di mano e lo fece davvero. Se ne innamorò anche lui.

Quella storia mi ha accompagnata per tutto il periodo delle scuole fino all’università. Ci sono cresciuta e come me tantissimi della mia generazione. Credo che in qualche modo chi è stato fan della saga ormai abbia qualcosa dentro di diverso rispetto a tutti gli altri. Siamo tutti stati in un posto magico per anni. Siamo tutti stati ad Hogwarts per davvero. Perché Hogwarts ti accoglie sempre quando ne hai bisogno e a undici anni ne hai molto. Devi imparare che la realtà in fondo puoi sfumarla tra le righe di un libro che poi di fantastico ha ben poco. Alzi la mano chi non ha mai provato la sensazione di vivere sul serio una storia mentre la stava leggendo.

Harry Potter non è magia, incantesimi, leggerezza e allegria. No. A quell’età forse per la prima volta abbiamo capito cosa significa trovarsi soli di fronte alla paura e al dolore. Abbiamo letto per la prima volta di morte e ingiustizia. Terrore, coraggio, scelte, regole. Noi fan siamo diventati grandi in silenzio e di nascosto dagli occhi degli adulti.

Anni dopo l’uscita del settimo e ultimo libro della saga, la scrittrice Rowling ha pubblicato un ottavo libro, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede che è il testo di uno spettacolo teatrale, il seguito della saga. Harry ha ormai quarant’anni e i suoi figli, insieme a quelli dei suoi amici, sono a Hogwarts. C’è una maledizione e la possibilità che la storia venga riscritta, che il mondo di terrore di Voldemort si realizzi davvero. Padri e figli si ritrovano a combattere insieme, anche contro le incomprensioni che li separano.

Ho appena finito di leggerlo. Potete immaginare con quale emozione. Eppure qualcosa nel libro stonava e non ho ben capito perché.

Forse perché si tratta di un testo teatrale ed è decisamente meno scorrevole di un romanzo e ho fatto fatica ad immergermi totalmente nella lettura.

Ho trovato un po’ di cliché su quel che può essere un rapporto padre-figlio. Specie se il padre è Harry Potter. La cosa peggiore però è che i figli di Harry, Ron ed Hermione sono… strani. La Rowling e gli altri autori hanno attribuito loro dei linguaggi troppo sdolcinati. Allo stesso tempo sono superbi, credono di sapere tutto, danno per scontato quel che hanno intorno. Insomma, non li riconosco. Nei loro genitori, a suo tempo, mi sono identificata. Mi somigliavano.

Lo so, state pensando che mi lamento di una cosa ovvia. I figli di Harry, Ron ed Hermione appartengono ad un’altra generazione. Non più la mia.

Mi chiedo se forse, ma forse eh, io stia invecchiando.

Mi chiedo se i ragazzini di oggi siano davvero così ottusi da non riuscire a vedere la magia, qualsiasi cosa essa sia, ma solo la punta delle loro dita appoggiate su dei touchscreen piatti come la realtà che percepiscono.

Soprattutto, però, mi chiedo dove diavolo sia finita la MIA lettera.

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Post Giocoso #3: Tag Whatsapp – Contatti Momentanei

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Grazie a scrittore55 per avermi scelta per questo tag un po’ diverso dal solito e intrigante, chissà quante volte è capitato di star lì ad immaginare situazioni del genere ed è l’occasione questa per giocarci un po’ su 🙂

Le regole sono:

– Utilizzare il logo

– menzionare chi ha creato il Tag (mi scusi il creatore/creatrice ma non ho capito chi è)

– inviare i “messaggi e/o immagini”

– nominare 10 blogger ed avvisarli della nomina

Tag: Come vi sentireste se, stasera, aprendo l’App di WhatsApp un insolito messaggio vi avvertisse della presenza di “Contatti Momentanei” a cui sono associati “nomi” e non numeri telefonici, ai quali (dalla mezzanotte al sorgere del sole) sarà possibile inviare un messaggio e/o immagine? Gli “intrusi” sono 10 e sono i seguenti:

1) Una persona di cui hai perso ogni traccia. Le direi che in fondo se ci siamo perse un motivo c’è e non si poteva far altrimenti. Le chiederei come sta, cosa sta facendo adesso e se le è capitato di incontrare qualcuno che abbia scombinato i programmi della sua vita costringendola a seguirlo attraverso strade che neanche immaginava esistessero. Le direi che a me è successo ed è stato rischioso e bellissimo, anche se è qualcosa che assolutamente non mi servirà in nessun curriculum.

2) Un’amica scomparsa. (o amico): Nessuno che sia scomparso in quel senso, quindi passo

3) Un/a parente stretto che non c’è più. Direi ai miei nonni che mi mancano.

4) Qualcuno che può svelarti un segreto del tuo futuro. Di non provarci nemmeno a farsi scappare qualcosa di bocca, mi metterebbe l’ansia.

5) Qualcuno a cui vuoi chiedere “scusa”. Chiederei scusa ad una persona che non sempre riesco a comprendere come vorrei e dovrei. Solo che è difficile e non servirebbe nemmeno whatsapp.  

6) Qualcuno a cui vuoi gridare una verità scomoda! Gli/le direi (si, ci vorrebbe più di una chat) di cercare la fonte del proprio malumore e insoddisfazione tra le proprie scelte di vita, piuttosto che tra quelle degli altri. In breve, di non rompere.

7) Un personaggio del “passato”.  Chiederei a qualche faraone se davvero avevano inventato qualcosa di simile ad una lampadina o se avevano ricevuto visite da navicelle spaziali. Così Giacobbo si metterebbe l’anima in pace e io con lui.

8) Un personaggio del “presente”. Chiederei alla Rowling di scriverci anche un libro sull’ottava storia di Harry Potter che verrà soltanto messa in scena a teatro. Sarebbe anche una bella esperienza, ma ci siamo innamorati di quel mondo attraverso i libri e sarebbe più giusto per i fan di tutto il mondo.

9) Un personaggio del “futuro”. Vorrei sapere da qualcuno se hanno inventato poi il monopattino a levitazione magnetica, così inizio a mettere da parte i soldi 😀

10) Il SIGNORE o il destinatario della tua FedeGli farei notare che, è vero, la divinità è da ricercare in ognuno di noi, solo che alcuni credono di essere davvero dei padreterni per cui, nel passare il messaggio deve esserci stato qualche errore di interpretazione. 

Per questo tag nomino:

gigifaggella

AncoraIo

Aida

Kikkakonekka

Stefan Riznic

PS. Mi sono iscritta da pochissimo su Pinterest e mi chiedevo se qualcuno di voi è anche lì. Sto cercando ancora di capire come funziona, ma sembra carino 🙂

*… And Put Up Your Head …*

 

“Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l’essere trascinato nell’arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell’arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch’io – pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio – e lo sapevano anche i miei genitori – che c’era tutta la differenza del mondo.”

[J.K.Rowling – Harry Potter e il Principe Mezzosangue]