Per Il Caffè Letterario – La Settimana Dell’Amore: Le Notti Bianche

Ancora una volta grazie a Chiara (pantufl90.wordpress.com) per gli spunti interessanti e i temi proposti nel suo Caffè Letterario, a causa del quale sto diventando tisana-addicted, ma guarirò! Per chi non conoscesse il suo blog vi invito a darci un’occhiata e magari partecipare 🙂

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“Nella camera si è fatto scuro; nella sua anima c’è vuoto e tristezza; l’intero regno dei sogni si è sgretolato intorno a lui, si è sgretolato senza traccia, senza rumore né chiasso, è svanito come una visione, e lui stesso non ricorda cosa abbia fantasticato. Ma una oscura sensazione per la quale il petto gli duole e si agita leggermente, un nuovo desiderio stuzzica ed eccita alettante la sua fantasia e impercettibilmente invita un intero sciame di nuovi fantasmi. Nella cameretta regna il silenzio; la solitudine e l’indolenza carezzano l’immaginazione; essa si infiamma leggermente, leggermente inizia a bollire, come l’acqua nella caffettiera della vecchia Matrëna, che si affaccenda quietamente nella cucina lì accanto, preparando il suo caffè. Ecco che essa è già interrotta da leggeri bagliori, ecco che già anche il libro preso senza scopo e a caso, cade dalle mani del mio sognatore, arrivato nemmeno alla terza pagina. La sua immaginazione è nuovamente eccitata, risvegliata, e all’improvviso ancora un nuovo mondo, una nuova e incantevole vita è balenata davanti a lui nella sua splendida prospettiva. Un nuovo sogno – una nuova felicità!” 
[tratto da Le notti bianche – F. Dostoevskij]

Nasten’ka è una dolce e giovane donna, in lacrime per la fine di un amore. In una tipica notte pietroburghese mentre passeggia sul lungofiume un uomo ubriaco tenta di aggredirla e in suo soccorso accorre un tipo singolare, intento fino ad un attimo prima a godersi l’aria notturna, cristallina come suo solito. I due si intrattengono a chiacchierare, lui si presenta subito come un sognatore parlandole di sé, del proprio modo di vedere il mondo quale tessuto delle proprie fantasie, che nascono dall’aver notato un dettaglio o ascoltato una sola parola; di come rappresenti sia la sua gioia quando l’eccitazione invade ogni angolo della sua realtà, sia la sua croce, nel rendersi conto quanto è lontano dalla realtà vera, che tutti gli uomini vivono, fatta di esperienze e relazioni, rammaricandosi in fondo di non aver ancora vissuto davvero.
I due si danno appuntamento per quattro notti di seguito, raccontandosi e aprendo i propri cuori come mai prima d’ora era capitato ad entrambi di fare, perché mai in effetti si erano trovati a sentire quel senso di fratellanza e assoluta confidenza nei confronti di qualcun’altro. Nasce un interesse reciproco, il sogno si fa desiderio di potersi vedere e rivedere ancora e incanto di un amore possibile, da poter vivere davvero. All’indomani della quarta notte i loro destini si delineano, non vi svelo come, in un finale che sigilla l’intera storia e ne rende forte il senso al cuore del lettore.

Se poi si tratta di un cuore simile a quello del protagonista le emozioni raddoppiano perché si ritrova anche un po’ di se stessi in quei racconti, in quelle notti, nelle fantasie, nel modo di estraniarsi da una realtà che rispetto a ciò che possono la fantasia e l’immaginazione risulta mediocre e povera… Per parlare di amore classico ho scelto questa storia perché sul serio mi ha emozionata. Quel sognatore un po’ mi somiglia, il tema della fuga dalla realtà, del cercare di vedere il mondo con occhi un po’ diversi appassionandosi a dettagli e inventandone di nuovi lì dove non ce ne sono affatto è quasi quello secondo cui porto avanti questo blog.

La cosa più straordinaria è che l’amore vien fuori nella sua forma più autentica: nasce direttamente dal sogno e si fa collegamento con la realtà. Non si tratta di una storia d’amore di quelle vissute, stravissute, fatte di intrecci, intrighi, tradimenti e riconciliazioni, di passioni e di baci. Si parla di innamoramento, magari destinato anche a non essere nient’altro di più, di quell’eccitazione ed emozione, della voglia di cercarsi e darsi appuntamento perfino nei sogni, del ritrovarsi nelle parole dell’altro, del riconoscere nei suoi occhi il naturale prosieguo del proprio cammino. Forse è lontano da quel che la realtà ci propone oggi, ma in fondo lo era anche all’epoca. E’ l’amore dei sognatori che da sempre, sempre si è trovato costretto a ritagliarsi spazi al di fuori di una società fatta di apparenze e relazioni sterili. Si nutre di fantasie, rende l’animo nobile ed è strazio e vita al tempo stesso. Ripiega su di sé quando si accorge di aver fondamenta che non son altro che illusioni. Muore per poi rinascere nei cuori che non sanno nutrirsi d’altro.

Forse le relazioni non si basano su sentimenti del genere o non solo e i sognatori sono e saranno ancora per propria natura lontani dalle dinamiche che prevalgono nelle società di tutti i tempi, ma il messaggio di questo libro va oltre secondo me, mostra l’amore come sentimento che ricongiunge l’anima e il mondo, la fantasia e la realtà, rendendosi vita, in ogni sua forma.

Cu ‘A Capa Dinto ‘A Luna

l-equilibrista-dell-amore

 

Ogne semmana faccio ‘na schedina:
mm’ ‘a levo ‘a vocca chella ciento lire,
e corro quanno è ‘o sabbato a mmatina
‘o Totocalcio pe mm’ ‘a jì a ghiucà.
Cucciato quanno è ‘a notte, dinto ‘o lietto,
faccio castielle ‘e n’aria a centenare;
piglio ‘a schedina ‘a dinto ‘a culunnetta,
‘a voto, ‘a giro, e mm’ ‘a torn’ ‘a stipà.
Io campo bbuono tutta ‘na semmana,
sultanto ‘o llunerì stongo abbacchiato,
ma ‘o sabbato cu ‘a ciento lire mmano
io torno n’ata vota a gghi’ a ghiucà.
Nun piglio niente, ‘o ssaccio…e che mme mporta?
Io campo sulamente cu ‘a speranza.
Cu chi mm’ aggia piglià si chesta è ‘a sciorta,
chisto è ‘o destino mio…che nce aggia fa’?
‘A quanno aggio truvato stu sistema
io songo milionario tutto ll’anno.
‘A ggente mme po’ ddi’: – Ma tu si’ scemo?
Ma allora tu nun ghiuoche pe’ piglià? –
Si avesse già pigliato ‘e meliune
a st’ora ‘e mo starrie già disperato.
Invece io sto cu ‘a capa dinto ‘a luna,
tengo sempe ‘a speranza d’ ‘e ppiglià.

[‘A Speranza – Antonio De Curtis]

*… Tieni In Vita Un Sogno …*

“Nel frattempo senti rumoreggiare e turbinare in un vortice vitale una folla di gente intorno a te, senti, vedi la gente vivere, – vivere nella realtà, vedi che la vita per loro non è proibita, che la loro vita non si dilegua come un sogno, come una visione, che la loro vita si rinnova di continuo, è di continuo giovane e nessun suo momento è simile ad un altro, mentre è triste e monotona fino alla trivialità la timorosa fantasia, schiava dell’ombra, del pensiero, schiava della prima nuvola che d’improvviso vela il sole e colma di angoscia un autentico cuore pietroburghese, che tanto ha caro il proprio sole, – e quale fantasia c’è ormai nell’angoscia! Senti che alla fine si stanca, si esaurisce in un’eterna tensione, quella inesauribile fantasia, perché ti fai uomo, perdi i tuoi precedenti ideali: essi si frantumano in polvere, in pezzi; se non hai un’altra vita, allora ti tocca costruirla con quei pezzi.

Ma nel frattempo l’anima chiede e vuole qualcos’altro!

E il sognatore fruga invano, come nella cenere, nei suoi vecchi sogni, cercando in quella cenere almeno una scintilla, per soffiarci sopra, per scaldare al fuoco rinnovato un cuore ormai freddo e ridestare in esso tutto ciò che prima gli era caro, che toccava l’anima, che faceva ribollire il sangue, che strappava le lacrime dagli occhi e ingannava tanto magnificamente!”

[tratto da Le Notti Bianche – F. Dostoevskij]

*… Next Stop, Vegas Please …*

Sto per vendere la mia auto e andare a Las Vegas
Perché qualcuno mi ha detto che è la terra dei sogni
Sto per vendere la mia auto e andare a Las Vegas
Finalmente vedrò il mio nome all’ingresso del Marquee

Sto per lasciare il mio lavoro e trasferirmi a New York
Perché mi hanno detto che è lì che dovrebbero andare i sognatori
Sto per lasciare il mio lavoro e trasferirmi a New York
E farmi un tatuaggio dopo ogni spettacolo a Broadway

Adesso ascolta tesoro, te ne dispiacerai
Non puoi fuggire via da un cielo che sta crollando
E tu dici zero fama, zero soldi, non sono nessuno
Sono finito in ginocchio per come vanno le cose

Ma … prossima fermata, Las Vegas, per favore.
Devo arrivare a Las Vegas, mi ci può portare?

Sto per vendere la mia casa e attraversare il confine
Perché qualcuno mi ha detto che è in Messico che si realizzano i sogni
Sto per vendere la mia casa, anche a perderci, e attraversare il confine
E fare l’amore dolcemente su una spiaggia di sabbia bianca

Adesso ascolta tesoro, te ne dispiacerai
Non puoi fuggire via da un cielo che sta crollando
E tu dici zero fama, zero soldi, non sono nessuno
Sono finito in ginocchio per come vanno le cose

Ma … prossima fermata, Las Vegas, per favore.

È sempre proprio lì dietro l’angolo
O sei sul punto di raggiungere qualcosa che sia più grande o migliore
Se solo potessi arrivarci…
Non è mai colpa tua, non puoi iniziare la tua serie di puntate vincenti
Ma odierei perderti a causa del destino di cui vai in cerca…

Sto per perdere la testa e salpare per l’oceano
Perchè qualcuno mi ha detto che lì ci sono cieli di un blu purissimo
Mi focalizzerò su un’ultima destinazione
E dormirò profondamente pensando ad un dolce sogno
Che non realizzerò mai…

Adesso ascolta tesoro, te ne dispiacerai
Non puoi fuggire via da un cielo che sta crollando
E tu dici zero fama, zero soldi, non sono nessuno
Sono finito in ginocchio per come vanno le cose

Ma … prossima fermata, Las Vegas, per favore.
Mi ci può portare?
Ho bisogno di vedere Las Vegas.

*…A Volte Mi Sento Solo (Un Sognatore)…*

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Sono un alichimista, un ingegnere, fantasista, forse sognatore…
Sono un uomo che possiede solo un’anima e non chiede
Ma cosa può importare? In un paese forse troppo diverso che non sa ascoltare;
in un paese dove sono diverso ed è diverso l’amore.

Con la mano sopra il cuore, sorrido e ti ringrazio ancora…

Basterà quest’acqua per ricchezza, che scorre e che piove,
che scorre e che piove, mi specchia.
Basterà l’odore della notte.

E posso dare un nome a tutte le stelle,
che riaccendono i miei occhi quando sono troppo tristi,
ma sempre così innamorati che sono sempre così… ancora così innamorati

Ho scoperto il freddo ed il rumore, tra l’indifferenza e una ragione
Guarda come scende questa neve: la porterò a mia madre per fargliela toccare
A volte io mi sento molto solo, a volte io mi sento meno vivo.
A volte io mi sento molto solo, a volte meno vivo

Con la mano sopra il cuore, sorrido e ti ringrazio ancora…


a volte mi sento solo (un sognatore)

 

[Il Nome Delle Stelle – Max Gazzè]