Answers … To Never Asked Questions

"Ebbi la curiosa sensazione di star segnando il passo, di star aspettando che qualcosa accadesse prima che la mia vita potesse prendere la sua strana strada incantata, andar dritta al suo scopo, alla sua meta.
 
Fossi un’anima gemella separata dal mio amore, -pensavo- m’aspetterei che lei tirasse avanti come meglio può senza di me, finchè in qualche modo ci troveremmo a vicenda. Nel frattempo, mia cara gemella sconosciuta, t’aspetti la stessa cosa da me? Fino a che punto si può entrare in intimità con estranei affettuosi? […]
 
Perchè dunque questo senso oppressivo di inverno precoce? Per quanto veloce il fiume-del-tempo scorresse con fragore lungo il suo letto di sassi, la mia zattera era in balìa di spumeggianti rapide. Non è mica la fine del mondo se ti fermi per un pò, speravo io, al di sopra del fragore, non credo proprio che sia la morte di nessuno. Però ho scelto questo pianeta e quest’epoca per apprendere qualche trascendente lezione, non so quale, per incontrare una donna diversa da qualsiasi altra.
Nonostante questa speranza, una voce interiore mi ammoniva che l’inverno poteva trasformarmi in ghiaccio a meno che io non mi liberassi da ogni legame per andare a cercarla."
 
 
 ஜ
 
 
 
Il primo (e ultimo!) romanzo d’amore che io abbia mai letto. Ho sempre avuto una specie di repulsione per smielati libri del genere. C’è da dire però che quando l’ho comprato neanche avevo letto si trattasse di un romanzo d’amore. Stavo cercando un altro libro dello stesso autore, quando affianco ad esso c’era anche questo qui, che lì poggiato sullo scaffale della libreria praticamente mi chiamava. Pretendeva di esser letto, quasi. L’autore già mi piaceva molto, poi fui sorpresa da quanto il modo di pensare dell’autore fosse simile al mio. Mi ritrovavo in mille delle riflessioni che faceva. Tantissime. Anche se poi riguardo certe questioni esagerava nella sua …ehm… testardaggine.
Ultimamente ripenso spesso a questo passo in particolare. Ripenso a come mi ritrovo benissimo in queste parole e a quanto sia stata vicina alla possibilità che l’autore esprime nell’ultima frase. O meglio, ho ripensato alla volta in cui mi ci sono proprio trovata. E poi ho capito che probabilmente il processo, per così dire, poteva essere reversibile. 
La prima cosa che pensi quando una persona ti fa del male è che mai più, MAI, permetterai che capiti di nuovo una cosa del genere. Che mai più permetterai che una persona ti arrivi così vicino da riuscirti a far star male così tanto. Che mai più ti renderai così vulnerabile … Mai darai fiducia a qualcuno, mai nessuno entrerà più nella tua vita per così tanto tempo, mai più vorrai soffrire così, e dunque, mai più amerai qualcuno. Non che sia una cosa che si possa decidere tanto facilmente, amare o non amare, piuttosto si sviluppa una sorta di autodifesa inconscia, una voce nella testa che puntualmente ti ricorderà cosa è successo l’ultima volta e che non ti permetterà più di avvicinarti più di tanto a qualcuno. Incapace di affezionarti.
Son passati anni e non è cambiato granchè … Solo che ciò che doveva essere una sorta di muraglia per difendersi è diventata piuttosto una prigione con qualche piccola finestra, giusto per affacciarsi fuori ogni tanto. E cosa fai dunque? Rinunci per sempre alla ricerca di quell’unica persona al mondo che incondizionatamente potrai amare, pur di difenderti, pur di evitare di esser feriti di nuovo?   Non saprei proprio rispondere… Però ho riflettuto su una cosa. Una piccolissima riflessione che, certo non risolve il dubbio, ma forse riuscirebbe ad aprire uno spiraglio nel muro e a far entrare qualche raggio di sole.
D’accordo, se non ti affezioni non provi dolore. Non provi più nulla.   Ma guardando la cosa da un altro punto di vista, si potrebbe pensare che se un cuore è capace di provare un dolore così profondo, allora è grande abbastanza per contenere un amore ancora più forte. E’ un equilibrio. Ogni cosa al mondo è in equilibrio con il suo opposto. E perchè noi uomini dovremmo sfuggire a questo principio? Perchè rinunciare alla più grande, pura, elevata gioia che si può provare?
 
 
 
 
 
I blog sono alquanto curiosi. Puoi dir tutto e niente allo stesso tempo. Spesso leggo quelli dei miei amici e ritrovo la stessa caratteristica, cioè ti permettono di esprimere opinioni riflessioni miscugli di cose viste sentite e di riferirti a qualcuno che leggerà e allo stesso tempo di riferirti a nessuno. E’ tutto sempre allo stesso tempo misterioso e chiaro come il sole.  Però attenzione a non considerare la cosa in modo sbagliato. Un blog rappresenta sempre un’infinitesima parte di ciò che è una persona realmente. La rappresenta così un pò in generale. Ma io non sono un blog. Come non sono un contatto di msn, non sono un profilo di facebook, non sono una singola citazione, una foto, un singolo pensiero. Io sono una persona. E tutti gli altri come me. E son felice finalmente che da un po’ di giorni non sono più la sola a pensarla così..
 
 
 
 
Mi sono appena ricordata di una cosa che disse Benigni ne "La Tigre e la Neve". Chissà, una nota di tale spensieratezza potrebbe allargare un pò di più quel piccolo spiraglio:
 
"Innammoratevi! Se non vi innammorate è tutto morto! Morto, tutto è… Vi dovete innammorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l’allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza!
 
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità!
 
E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! "
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2 pensieri su “Answers … To Never Asked Questions

  1. 😀 Bianca come sono d’accordo con te sai?? Mi piace tanto questa riflessione… Siamo uomini ed è naturale diffidare, così come è naturale per certi versi amare.. ed è bello farlo!Giuseppe

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  2. Una delle riflessioni più che appartengono anche a me…prima credevo fosse una corazza a difesa del mondo..ora da un pò di tempo a questa parte penso anche io che sia una prigione…e man mano che si va avanti gli spiragli che ci sono si chiudono e diminuiscono sempre più…

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