Something in …. a Smile :)

Bhè come dice il titolo, mi ricollego al post “Something in the Water”. C’è qualcosa in un sorriso, e vale la pena di goderselo 🙂 Che sia inutile, senza senso o che altro, c’è, ed è fantastico averlo lì impresso tra decine di altre cose in mente, una cosa bella che potrà svanire o non significare più niente un giorno, o anche tra cinque minuti, che importa… C’è adesso, in questo istante … ed è bello e basta senza chiedersi alcun perchè, senza “ma” e “se” e senza chiedersi quale assurda coincidenza possa aver.. Oh, ste coincidenze… Ma non esistono! Si si certo, c’eravamo già arrivati, quella famosa “sincronicità” di molti post fa (e molte altre cose “fa”) che aveva già preso a calci le coincidenze per buttarle fuori… Ma mi sa che anche questa idea qui è superata… Vabbè in fondo non era tanto sbagliata, la sostanza è quella, ma l’impostazione è diversa. E’ una lunga storia, che parte da un illusionista ad un’esploratrice delle probabilità, a viaggi in aereo e… suggestioni. Tutte quelle che vogliamo accettare, quelle che selezioniamo per far parte della nostra vita, o meglio, che costituiscono la nostra vita, tutto ciò verso cui si va e da cui si viene, dove si è in questo preciso istante, ciò che si pensa, si fa o si allontana da sè … Per farla breve, siamo facciamo pensiamo esattamente ciò che abbiamo deciso di essere, fare, pensare. E’ davvero lungo da spiegare. Però poi è un concetto intuitivo, semplice, che tende un pò a sfuggire dalla mente come l’acqua tra le mani, ed ecco che … tutto diventa coincidenza, destino, sincronicità e blablabla. Diciamo che istante per istante decidiamo dove trovarci, chi incontrare … Tutte quelle cose che accadono “per caso”. E’ come cercare qualcuno o qualcosa senza sapere di volerlo fare, trovarsi lì in quel posto a quell’ora, aver indugiato oppure affrettato il passo come se si fosse saputo già cosa ci sarebbe stato al di là di quella porta o strisce pedonali o vagone del treno … Perchè quel qualcosa o qualcuno, sarebbe stato importante, speciale, unico ed irripetibile per noi, per le persone che abbiamo deciso di essere sempre senza mai averlo deciso mai, o meglio, senza averlo deciso in maniera cosciente, ecco. In breve è più o meno così. E da dove sarebbe uscita fuori questa cosa adesso? Diciamo che il volo del gabbiano prosegue… E mi piace tantissimo 🙂 E’ una risposta, unica, a centinaia di domande. Però l’unico guaio è che è estremamente difficile da tenere sempre a mente. Ecco appunto. Ci sono dei momenti in cui tutta la tua vita, tutto ciò che sei e che fai è lì al di fuori di te e tu ti senti triste, stupido e vuoto. E’ tutto fermo, immobile fuori, e tu dentro sei un’anima agitata, chiusa in una gabbia che sbatte di qua e di là cercando di uscire, una gabbia fatta di pensieri, che non sai esattamente cosa rappresentano, da dove nascono e a cosa vogliono portare, ma stanno lì, tutti intrecciati tra di loro in una maglia fittissima che non ti lascia uscire, ti blocca, ti costringe a continuare a sbattere dappertutto sperando che prima o poi si districhino lasciandoti uscire… Una trappola. E ti chiedi allora quale sia il problema che causa tutti questi pensieri. Sempre che ci sia un problema. Reale. Realmente esistente. E la tua mente rimurgina senza fine cercando la causa del problema, il problema stesso e casomai una soluzione. Ma non esiste nessuna delle tre cose. Il problema non esiste, la gabbia può scomparire da un momento all’altro, senza alcun preavviso, i pensieri si dileguano e tutto torna come prima, come se nulla fosse mai accaduto. Ecco, prima che me lo dicesse Bach, avrei dato la colpa a qualche strano scherzo della mente. Adesso sono certa, che la colpa sarebbe solo mia. Sarei stata io a creare tutto, ad intrappolare me stessa, a creare un problema inesistente, a credere che ci fosse, e, all’improvviso, a decidere che dovesse scomparire, così, senza far rumore e senza lasciare alcuna traccia. Ahah sembra ridicolo. La prima cosa che si penserebbe è: “Perchè mai dovrei fare una cosa del genere?!” Ecco, il perchè ora non saprei spiegarlo. Ma sono sicura, che è scomparso non appena ho creduto che non fosse reale, che fosse una manipolazione, una forzatura, uno stato di tristezza indotto. Un’autosuggestione.  Avevo deciso che ci fosse, stesse lì, e poi ho deciso che non ci fosse più. Avevo appena dimenticato, quella cosa difficilissima da tenere a mente 🙂 E cioè che potevo decidere io cosa essere, cosa pensare e cosa provare in quel momento, bhè in effetti l’ho fatto, ma in maniera non positiva. Mmmm… E cosa significa questo? Che posso decidere io di pensare sempre in maniera positiva? Cioè, è difficile da fare, ma in teoria è possibile? Oh si 😀  E la coseguenza più ovvia di ciò, è che posso decidere quando, dove e come essere felice. Felice. Tutte quelle belle frasi, quei rimedi, quelle massime sulla felicità, inutili. Si, possono funzionare, sempre e solo quando vogliamo che sia così!  Sembra folle vero? Sembra un mucchio di stupidaggini, una trovata di un pazzo, una cosa che si direbbe, se l’uomo l’avesse saputo da sempre, ora vivremmo in una specie di paradiso.  Certo, se fosse semplice. Se fosse facile come respirare ricordare in ogni istante cosa siamo in grado di fare, restare in uno stato di consapevolezza permanente su noi stessi, ricordando ogni secondo qual è quella marea di suggestioni negative da respingere e quale quella marea di suggestioni positive da accogliere. Potrei provare a rispondere a quella domanda allora. Non farei mai una cosa del genere, se lo stessi facendo in maniera assolutamente e incondizionatamente cosciente. Continuamente siamo bombardati da un oceano di suggestioni provenienti da ogni direzione, da qualsiasi cosa o persona che sia o non sia in relazione con noi, in quel momento o in generale. Da qualsiasi cosa esiste, in ogni istante. Mmm… e si pensi allora a quante di loro sono negative, e quante sono positive, a quante di loro diamo importanza e quante ignoriamo chissà per quali ragioni, quante ci servono davvero per costruire ciò che siamo e che vogliamo essere, e quante ne accettiamo impedendoci di farlo. Si pensi a quante gabbie sono esistite e esistono intorno a noi. E si faccia mente locale, un attimo a quante stupide convinzioni si da’ retta istante per istante. Allora, penso che davvero un sorriso possa rendere felici, un sorriso speciale, che sembra speciale, che si vuole che sia tale, perchè lo è o potrebbe esserlo o non lo sarà… Bhè per ora insieme a quegli occhi  ho deciso che lo è, e ho deciso che non voglio assolutamente perdermelo 🙂

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2 pensieri su “Something in …. a Smile :)

  1. E oltre questi problemi del trovarsi, viene da chiedersi davvero se ci si cerca entrambi reciprocamente. Magari non è nemmeno così.
    Eppure quando cadi, difficilmente riesci a mettere a fuoco il dolore, elaborarlo? Per annientarlo due sono i modi, o lo curi o ti procuri un dolore nuovo. Quello che può essere reale per noi è eccessivamente labile, il nostro cuore stesso si abitua alle parole che la lingua dice, tutto diviene meccanico.
    E’ un placebo quello in cui ci imbattiamo a volte provare a usare la logica per guarire, d’altronde dovremmo sapere prima se è una malattia oppure no (e se fossimo masochisti?)

    Di un sorriso tutto ciò che resta è il capire perché esso sia nato: gioia, falsità, paura, sollievo… Ti lascio con questa, apprezzerai sicuramente 😉

    Il sorriso

    C’è un sorriso d’amore,
    e c’è un sorriso d’inganno,
    e c’è un sorriso dei sorrisi
    in cui questi due sorrisi si incontrano.

    E c’è uno sguardo d’odio,
    e c’è uno sguardo di disprezzo,
    e c’è uno sguardo degli sguardi,
    che tentate di scordare invano;

    perché si pianta nel profondo del cuore,
    e si pianta nel profondo della schiena,
    e nessun sorriso che mai fu sorriso,
    ma un solo sorriso soltanto,

    che fra la culla e la tomba
    si può sorridere soltanto una volta;
    ma, quando è sorriso una volta,
    c’è una fine a tutta l’angoscia.

    W. Blake

    😉 Capirai tutto

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  2. Io penso di si… ci si cerca reciprocamente, ognuno alla fine finisce per trovare l’altro.. senza sapere chi si stia cercando 🙂
    Qualunque sia il modo per elaborare il dolore, o per parlare al cuore, usare la logica o l’istinto, ciò che scegliamo di fare è esattamente ciò che è reale per noi… quello e nient’altro..!
    E questa poesia è proprio ciò che stavo cercando… completa proprio il discorso, la conclusione che mi mancava 🙂 penso che la metterò proprio in un altro post!

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