Quel che per una lacrima è soltanto coraggio

Fintanto che si trova alla fine della rima inferiore dell’occhio, come se ne fosse un’appendice fatta d’acqua, senza una vera forma, semplicemente incastrata tra le pieghe d’espressione del viso, è al sicuro. Si affaccia appena sullo zigomo tenendosi aggrappata con tutta se stessa a dei piccoli solchi nella pelle, accomodandosi in essi e nascondendosi all’ombra del ventaglio di ciglia che la sovrasta.

Guarda giù dal suo nascondiglio. Si ritira e poi si sporge di nuovo, questa volta però un po’ in meno. C’è una sommità e oltre quella non si riesce a vedere cosa c’è.

Pensa.

Cosa accadrebbe se scivolasse per sbaglio? Cosa c’è lì fuori? E se per caso un gioco di luci le facesse uno scherzo attraversandola, proprio mentre si lascia cadere giù, prendendo velocità per superare quel punto altissimo e se lei brillasse suo malgrado rivelandosi per qualche frazione di secondo e se qualcuno attratto da quel luccichio improvviso si voltasse per guardarla? Cristo! Come potrebbe spiegarsi? Non avrebbe scuse, nessun alibi, era lì, è passata ed è stata vista, certo che sì, non c’erano ombre a nasconderla, nessuno che la raccogliesse senza essere a sua volta scoperto!

Sarebbe sola. Nuda e trasparente. La forma data dall’aria che le fa resistenza mentre corre verso il basso sulla pelle. Chiunque, come quella stupida luce, potrebbe passarla da punto a punto con lo sguardo e lei non avrebbe alcun modo per difendersi. La libertà le costerebbe un tratto da percorrere senza veli, sotto ai riflettori, senza ombre che la proteggano. Non può essere se stessa senza esporsi e rischiare di essere riconosciuta e additata da sguardi annebbiati da accenni di stupore.

Perché?

Loro direbbero insicurezza.

Quel che per una lacrima invece è soltanto coraggio.

 

 

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13 pensieri su “Quel che per una lacrima è soltanto coraggio

  1. toccante quanto ben condotto in un’atmosfera trasognata eppure credibile.
    e poi c’è un secondo piano di lettura, ai miei occhi almeno, più umano, meno onirico: il coraggio della lacrima altro non è che il coraggio di chi quella lacrima possiede, il coraggio, dopo molto trattenersi, di lasciarsi andare al pianto, che “loro direbbero insicurezza”
    ml

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    • Si… in effetti è tutto molto simile a quel che ci succede quando vogliamo liberarci di una condizione che ci fa male e purtroppo non possiamo farlo passando inosservati, anzi, dobbiamo proprio mostrarci per quel che siamo per essere poi davvero liberi. Serve coraggio per essere se stessi e non adattarsi alle condizioni limitanti e dannose che hanno come unico pregio quello di tenerci in un’ombra comunque rassicurante, per quanto sia pur sempre ombra e basta. Allora mi sono chiesta cosa potrebbe provare una lacrima un attimo prima di cadere giù..
      Grazie per la tua lettura attenta 🙂

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