Di Delusione, Disinformazione e Disabilità da Singletudine

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Ero già pronta a scagliare anatemi e ad esprimere variopinte opinioni quasi da webete quando, ad una seconda più attenta rilettura di un articolo trovato oggi in rete, ho capito che c’era qualcosa che non andava nel modo in cui era stato espresso il concetto. Ovvero.

L’articolo è questo: Essere single potrebbe essere considerata una “disabilità” (ma per un’ottima ragione): etc. etc.. Già il titolo fa drizzare le orecchie. In breve, riporta la notizia riguardante una nuova definizione di “disabile” decisa dall’OMS per quanto riguarda la possibilità e il diritto, di chi ne ha bisogno, di ricorrere alla fecondazione in vitro. Nell’articolo si legge:

“Secondo l’attuale definizione elaborata dall’Oms, si considera disabile chiunque sia infertile o non sia riuscito ad avere una gravidanza dopo 12 mesi di sesso non protetto. Ma non solo: anche chi non ha o riesce a trovare un partner sessuale (e quindi non ha rapporti e, di conseguenza, non ha possibilità di concepire) può essere considerato disabile. Il dottor David Adamson, uno degli autori della nuova categorizzazione, ha spiegato che la definizione di infertilità è stata riscritta per essere più inclusiva e per dare a tutti gli individui il diritto di avere una famiglia.”

Come se non fosse bastata già la Lorenzin a farci sentire in colpa, questa sembra in tutto e per tutto un’altra mazzata sulla testa dei single che, non ci voleva un esperto per capirlo, in quanto tali risultano inabili a creare una famiglia. In particolare avrebbero un vero e proprio handicap rispetto a tutte le altre ‘persone normali’ che invece si trovano in una coppia, di qualsiasi tipo. Ad una prima lettura e secondo il punto di vista dell’articolo sembra proprio che, da oggi, tutti i single possono considerarsi disabili. 

A me sembra, però, che la questione sia stata tirata su apposta per creare la polemica. Sì perché un conto è dire che tutti i single in quanto tali sono disabili, inabili a procreare, un altro è dire che può considerarsi disabile anche chi è single e potrebbe voler ricorrere alla fecondazione in vitro per riuscire a creare una propria famiglia. Infatti, non è detto che tutti i single ne vogliano una ad ogni costo.

Porca miseria, c’è una differenza enorme tra le due frasi, no?!

La doppia implicazione, in un concetto del genere, è sbagliata. Non ci vuole un genio per capirlo e penso che l’articolo avrebbe messo molta meno rabbia e indignazione in giro per il web se semplicemente fosse stato scritto con più attenzione.
Io sono stata tra quelli che, ad una prima lettura, sono saltati dalla sedia. Non saprei dire, però, in quanti poi con buonsenso hanno pensato che l’OMS non poteva aver davvero detto una cosa del genere, con tutte le conseguenti implicazioni.

Questa cosa mi ha fatto riflettere. Quante altre volte la cattiva informazione fa leva sugli impulsi del momento per dare visibilità ad un argomento o ad un fatto accaduto scatenando reazioni che poi, abbiamo visto, causano danni irreparabili?

Tante. In realtà questa non è nemmeno più una novità.

Quel che davvero mi ha turbata, però, è un altro aspetto della questione. Quanto, ormai, ci aspettiamo, ogni giorno, di rimanere delusi, di arrabbiarci e indignarci sconvolti da una notizia qualsiasi, da una nuova scoperta, da una tendenza, dalle parole di un personaggio, insomma, dal mondo che ci circonda? In quanti aprono un social già pronti a scatenarsi contro qualcuno o qualcosa, soltanto perché ormai tutto fa schifo e ogni cosa è opinabile e attaccabile, che ormai l’umanità sta andando a rotoli e quindi meglio dire la propria, visto che si può?

Per di più questo modo di fare non appartiene nemmeno solo al virtuale. Si sta diffondendo l’idea che lasciarsi guidare dagli impulsi, in una società così frenetica e vuota, sia la cosa più saggia, l’unica possibilità che si ha per sopravvivere al suo interno. L’impulso spinge a cercare gratificazioni e se queste mancano allora si passa all’attacco per difendere quel poco di sé non ancora macchiato dalla delusione.

Ci si aspetta così tanto di esser delusi che si fa una fatica bestiale a fidarsi di chiunque, mentre magari si potrebbe cercare la verità sotto le ceneri delle parole scritte apposta per bruciare fin troppo in fretta. A questo proposito vi lascio una citazione del film Disney ‘Saving Mr. Banks’,  che racconta la storia della nascita del film su Mary Poppins e della tenacia che Walt Disney ha impiegato per convincere l’inventrice della storia della famosissima tata a fidarsi di lui, parole che da giorni mi girano per la testa e che forse un po’ hanno salvato anche me.

“Sig.ra Travers: E’ venuto per farmi cambiare idea, vero? Perché io mi sottometta…
Walt: No. No. Sono venuto… perché lei mi ha giudicato male.
– In che senso l’ho giudicata male?
– Lei guarda me, e vede una sorta di Re Mida Hollywoodiano. Crede che io abbia costruito un impero, e voglia la sua Mary Poppins per aggiungere un mattone al mio regno.
– E non è così?
– Beh, se fosse soltanto questo avrei inseguito una donna scontrosa e testarda come lei per vent’anni? No, mi sarei risparmiato un’ulcera. No, lei si aspettava che io la deludessi…e ha fatto in modo che accadesse. Beh, io credo che sia la vita a deluderla, signora Travers. Credo lo abbia fatto spesso, e credo che Mary Poppins sia l’unica persona nella sua vita a non averlo fatto.”

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45 pensieri su “Di Delusione, Disinformazione e Disabilità da Singletudine

  1. Quanto hai ragione!? Il problema è proprio questo: partiamo prevenuti e siamo disinformati. Spesso le liti avvengono proprio perché siamo superficiali,noi già alle prime parole dette dall’altro pensiamo di aver capito il discorso, idem con gli articoli di giornale, quanti leggono solo il titolo e vedendo la foto di copertina che lo accompagna ci costruiscono su la propria personale notizia contro cui inveire? Secondo me è colpa dell’informazione che non funziona come dovrebbe ma soprattutto colpa nostra, siamo arrabbiati a prescindere da tutto e tutti e cerchiamo solo qualcuno contro cui poter urlare le nostre parole grosse… Quello che mi chiedo è : come si tornerà indietro? Si fermerà mai tutto ciò? Ritroveremo il buonsenso? Perché è un problema che riguarda il nostro rapporto con i social ma non solo, è anche un problema sociale, che si riscontra nell’interagire con gli altri.

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    • Dici bene… Chissà in futuro come si evolverà questa cosa. Tutta questa mancanza di fiducia diventerà disinteresse e quest’ultimo è pericoloso. Abbiamo una fonte infinita di conoscenza che è il web, e non sappiamo usarla.

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  2. Il livello di giornalismo in Italia ormai è a livello rasoterra, spesso anche i quotidiani più diffusi escono con articoli privi di fondamento (scientifico, logico, matematico, medico) che rilanciano argomenti aperti a mille discussioni e polemiche.
    Siti di inferiore visibilità, purtroppo, per qualche clic in più pubblicherebbero qualunque cosa.
    Detto questo, parlare di “disabilità” per i single è una scemata bella e buona, già dopo due righe io avrei cestinato tutto.
    Mia opinione, sia chiaro.
    Ciao

    K!

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  3. Oggi conta molto di più fare “sensazione” invece che “informare”. Purtroppo è anche colpa della rete, allo stesso modo in cui è colpa della pistola, se qualcuno muore per un proiettile sparato. Dimentichiamo troppo spesso che, dietro, c’è la persona con l’indice sul grilletto.
    Un sorriso per la settimana, ti aspetto sulle mie pagine.
    ^___^

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  4. citazione meravigliosa!!!!! che la dice più che lunga su un sacco di cose…

    se ci fermiamo ad osservare la società attorno a noi, e ci poniamo in posizione neutrale, noteremo presto che tutti (tantissimi) tendono a condividere concetti di negatività, cercando di rafforzare una forma assurda di positività attraverso questa condivisione.. c’è proprio una ricerca precisa di questa equazione che si manifesta in svariate sfumature. Molto difficilmente si tende a condividere positività se non in qualche dolce filmato o racconto che in buona parte riguarda il mondo animale… esseri umani che gioiscono per azioni di esseri umani e da essi traggono forza sono casi rarissimi, e quelli su cui riusciamo ad imbatterci spesso alle spalle devono avere qualcosa di tragico quasi a giustificarne l’immotivata emozione della condivisione.. mah… è un mondo strano…

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    • Io vedo solo positività che nasce dall’imparare a bastare a se stessi, a ritagliarsi i propri spazi, si è felici se indipendenti, liberi di fare quello che ci pare. “Condividere” non significa più vivere le cose con gli altri, ma mostrare loro di aver fatto delle cose, anche senza di loro.
      Pare che la felicità nasca dall’egoismo e questa cosa mi spaventa perché spesso trovo anch’io sia l’unica strada questa…

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  5. affronti un tema quanto mai ampio e stimolante che riassumerei in un duplice aspetto: la tendenza di giornalisti e web in genere a condensare nei titoli termini o frasi eclatanti che colpiscano a discapito spesso della veridicità e del contenuto stesso dell’articolo (Huffington è una testata seria e lo dimostra poi il contenuto dell’articolo in questione, ma il titolo è quanto mai infelice e fuorviante) e la speculare tendenza del lettore a cercare innanzitutto (come evidenzi tu del resto) un motivo d’urto in quello che legge, la miccia che inneschi e dia sfogo alla propria rabbia repressa.
    Nel caso specifico però mi colpisce già la dichiarazione dell’OMS (fermo restando l’obbiettivo di far rientrare nei programmi di assistenza all’infertilità più categorie di persone)che utilizza un termine equivoco come disabilità. Nel mio modo di vedere la disabilità è una condizione PERMANENTE di limitazione di una funzione del proprio organismo (non è disabile chi si è rotto un braccio, è semplicemente temporaneamente infortunato). Avrei usato il termine più generico di “impossibilità temporanea” a procreare, perchè di questo si tratta per alcune categorie citate (non è la singletudine in sè a impedire la procreazione, anzi un single potrebbe essere un procreatore seriale, ma la momentanea astinenza (voluta o subita) dal requisito di base che è il rapporto sessuale non protetto).
    perdona lo sproloquo 🙂
    ml

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    • Macchè! Anzi, non avrei potuto dir meglio sulla questione titoli e contenuti 🙂
      Bisognerebbe sapere in termini medici cosa si intende per disabilità… In ogni caso si, tirare in ballo la parola single è fuorviante, bastava appunto mettere tra le circostanze causa della “disabilità” la mancanza di rapporti sessuali e basta, per i più svariati motivi, non solo l’infertilità. Non ci voleva tanto per evitare di farci un caso… 😀

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  6. Io penso che ormai tutto quello che ascoltiamo scatena dei “polveroni megagalattici”. Ogni questione ė motivo di polemica per tutti, la gente si diverte a criticare le idee altrui senza pensare che ognuno ha il sacrosanto diritto di avere le proprie ragioni.

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    • Già… E se ci stessimo abituando a tutto questo? Ci ingannano con i titoli fuorvianti, ci incuriosiscono solo per avere visualizzazioni, siamo entrati come in un meccanismo.. Bisogna tenere sempre a portata di mano un po’ di senso critico, non per attaccare, anzi, ma per allontanarcene…

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  7. Sulla questione ormai si è creata davvero una polemica incredibile. Per la noncuranza di pochi (coloro che abbiamo messo li al ministero per occuparsi di questi temi tra l’altro) è stata suscitata l’indignazione generale . Il problema a mio parere sono gli incompetenti, gente che non fa il proprio lavoro per passione ma solo per il posto prestigioso e per il denaro o per il riconoscimento su giornali e riviste.

    https://nellyngtonpost.wordpress.com

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